Abbandonare un cane o un gatto è reato

Avere un cane o un gatto oggi pare sia diventata una vera e propria tendenza. Prendersi cura del nostro amico a 4 zampe vuol dire accudirlo e dargli le giuste attenzioni per una convivenza facile e una vita senza maltrattamenti.

Tuttavia, nonostante il bene che questi animali danno senza riserva, l’abbandono di animali è diventato una piaga sociale.

Per cui, l’ordinamento italiano ha previsto delle conseguenze civili e penali per tutti coloro che abbandonano il loro animale domestico.

Oltre la scorrettezza dell’atto immorale

Ad oggi, dunque, è possibile considerare l’abbandono di cani un vero e proprio reato, che va ben oltre l’immoralità dell’atto in sé.

La legge ha stabilito severe conseguenze per comportamenti in tal verso scorretti, in vista del fatto che i cani lasciati liberi in strada possono anche causare seri problemi.

Capita infatti, spesso (anzi troppe volte) che i cani possano essere per strada investiti, il che potrebbe non solo portare loro alla morte ma potrebbe provocare anche incidenti non di poco conto.

Ci sono casi in cui i cani in circolo vengono catturati e portati in canile, sperando di poter essere adottati da una nuova famiglia di buon cuore.

Ma certo questa non può essere una soluzione a cui affidarsi.

Anche perché, nella peggiore delle ipotesi, ovvero qualora non vengano portati nel canile, non si fa altro che alimentare il largo fenomeno del randagismo.

A dimostrazione di quanto un rapporto del 2018 ha messo in evidenza che solo in Italia ci sono più di 700 mila cani in strada.

Aver obbligato i proprietari di animali domestici all’iscrizione all’anagrafe degli animali da affezione è stato un passo volto appunto a limitare questo problema, ma in linea di massima nemmeno è apparsa una valida soluzione.

reato abbandono degli animali cani
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Ecco dunque che interviene la legge a riguardo, sia sul piano civile che su quello penale.

Il risarcimento del danno

L’ordinamento italiano prevede una sanzione civile in caso di abbandono. Soprattutto all’indomani di una sentenza del Tribunale di Milano che ha visto punire il proprietario di un lupo cecoslovacco per averlo abbandonato in casa da solo per diversi giorni.

La casistica in questo caso funge da monito, per dimostrare che coloro i quali si macchiano di un simile reato, sono obbligati a dover risarcire chi subisce un danno dall’azione di abbandono.

Nel caso in esame ad essere risarcito è stato il Comune di Milano per il danno patrimoniale e le spese sostenute per prendersi cura dell’animale, dopo esser stati chiamati dai vicini di casa del proprietario incosciente.

Il reato di abbandono nel codice penale e relative sanzioni

Nonostante le sanzioni civili, l’abbandono di animali è stato inserito anche nei reati penali.

abbandonare un cane o gatto è reato
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L’articolo 727 del codice penale

È infatti l’art. 727 c.p. a punire con “l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro chiunque abbandoni animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività”.

La norma è di ampia portata, nel senso che non prevede la colpa solo per chi abbandona in strada l’animale, ma anche per chi non provvede autonomamente alle esigenze del cane.

Per cui trascuratezza e disinteresse camminano di pari passo con tutte quelle condotte rilevanti sotto il profilo penale.

A dimostrazione di quanto sono molte le sentenze di merito e di legittimità.

La legge 189 del 2004

Al di là del codice penale, la cura degli animali è stata anche oggetto di trattamento nella legge 189 del 2004.

Ivi il legislatore ha previsto una regolamentazione severa per salvaguardare la tutela degli animali.

Non a caso, l’articolo 544 ter c.p. ha inserito nel nostro ordinamento una sanzione più grave, prevedendo il reato di maltrattamento degli animali, nonché i “delitti di uccisione di animali”.

544-ter codice penale Maltrattamento di animali.

Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.

La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.

La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale

Infine è stato regolamentato il divieto di spettacoli che arrechino male negli animali, ed è punibile chiunque pone in essere un combattimento tra animali.

Sintesi a cura dello Studio legale

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Una risposta

  1. Agosto 10, 2019

    […] Pertanto sussistendo queste condizioni non rientra nel maltrattamento di animali. […]

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