Assegno mantenimento, la cassazione cambia parametri

Assegno di mantenimento: la Cassazione cambia i parametri !

La sentenza n. 11504 del 10 maggio 2017 è la più rivoluzionaria in tema di diritto di famiglia degli ultimi anni, poiché modifica radicalmente un orientamento ormai uniforme da quasi 30 anni, ovvero quello relativo ai parametri per la definizione dell’assegno di mantenimento.

Il parametro del “mantenimento del tenore di vita”, adottato da ben 27 anni, è stato giudicato dagli ermellini ormai obsoleto e non più coerente con le mutate situazioni socio economiche attuali. Andiamo a vedere i nuovi parametri ritenuti congrui dagli emeriti Giudici della Corte di Cassazione.

I nuovi parametri per l’assegno di mantenimento

La rivoluzionaria sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito i nuovi criteri per l’assegnazione del mantenimento e lo fa in una sentenza che muta l’orientamento ultra ventennale, lasciando tutti sbigottiti. La sentenza ha avuto una cassa di risonanza maggiore anche poiché il giudizio riguarda un ex ministro e la sua coniuge imprenditrice.

Gli ermellini hanno specificato che il matrimonio deve cessare di essere un modo per sistemarsi e divenire finalmente un semplice atto di libertà e di autodeterminazione, perché “Si deve ritenere che non sia configurabile un interesse giuridicamente rilevante o protetto dell’ex coniuge alla conservazione del tenore di vita matrimoniale”.

Per liberare il matrimonio, perciò, i Giudici hanno deciso che il vecchio principio del “mantenimento del tenore di vita” che, per quasi 30 anni era stato il parametro utilizzato per determinare gli assegni di mantenimento, spesso molto copiosi, è ormai arcaico e non al passo con i tempi, ed hanno deciso di sostituirlo con criteri completamente nuovi.

Il parametro dell’indipendenza o autosufficienza dell’ex coniuge

Nella nota alla sentenza, i Giudici spiegano come hanno superato il vecchio orientamento: “La Prima sezione civile ha superato il precedente consolidato orientamento, che collegava la misura dell’assegno al parametro del tenore di vita matrimoniale, indicando come parametro di spettanza dell’assegno, avente natura assistenziale, l’indipendenza o autosufficienza economica dell’ex coniuge che lo richiede”.

I nuovi parametri introdotti, pertanto, sono proprio quelli dell’indipendenza o autosufficienza economica dell’ex coniuge che lo richiede. Nel caso di specie, il coniuge, avendo una propria autosufficienza economica, non ha il diritto a chiedere l’assegno, perché il matrimonio non si estingue solo sul piano affettivo e sentimentale, ma anche sul piano economico.

I rivelatori dell’indipendenza economica sono: redditi di qualsiasi genere, patrimonio mobiliare o immobiliare, capacità lavorativa effettiva e casa di abitazione.

Valutati gli indici, i giudici decideranno dell’autosufficienza che dovrà essere provata dalla parte richiedente l’assegno: pertanto, l’onere della prova ricade proprio su quest’ultima, tramite le dovute allegazioni e documentazioni.

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2 Risposte

  1. ottobre 8, 2017

    […] sappiamo quanto complicato sia il problema relativo all’assegno di mantenimento e che molte volte è causa di ulteriori liti presso il tribunale – e non solo, […]

  2. aprile 7, 2018

    […] ha introdotto nel codice penale una nuova disposizione circa l’obbligo di pagamento dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge e gli altri obblighi di assistenza […]

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