Permesso soggiorno articolo 31, autorizzazione permanenza familiare del minore straniero

Autorizzazione all’ingresso o alla permanenza in Italia articolo 31

E’ possibile ottenere un permesso di soggiorno articolo 31 per assistenza minori ai genitori stranieri sprovvisti di permesso o titolo di soggiorno.

La Suprema Corte a Sezioni Unite (sent. 25.10.2010 n. 21799)

“La temporanea autorizzazione alla permanenza in Italia del familiare del minore, prevista dall’art. 31 del d. lgs. n. 286 del 1998 in presenza di gravi motivi connessi al suo sviluppo psico-fisico, non postula necessariamente l’esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, potendo comprendere qualsiasi danno effettivo, concreto, percepibile ed obbiettivamente grave che in considerazione dell’età o delle condizioni di salute ricollegabili al complessivo equilibrio psico-fisico deriva o deriverà certamente al minore dall’allontanamento del familiare o dal suo definitivo sradicamento dall’ambiente in cui è cresciuto”.

“Trattasi di situazioni di per sé non di lunga o indeterminabile durata, e non aventi tendenziale stabilità che pur non prestandosi ad essere preventivamente catalogate e standardizzate, si concretano in eventi traumatici e non prevedibili nella vita del fanciullo che necessariamente trascendono il normale e comprensibile disagio del rimpatrio suo o del suo familiare”

La valutazione deve essere effettuata sulla base di criteri quali l’età, le condizioni di salute, la presenza o meno dell’altro genitore, la situazione della famiglia e di “qualsiasi altro fattore idoneo a consentire l’operazione di corretto bilanciamento degli interessi richiesti dalla norma”:

Tra questi ulteriori indici possono essere ricomprasi, a giudizio di questo Tribunale, in rapporto a situazioni connotate da specificità, la durata e la stabilità dei rapporti, il radicamento del nucleo familiare e dei figli, la considerazione dei vincoli familiari e sociali che l’immigrato abbia conseguito in Italia o mantenuto con il Paese d’origine

Quali sono i gravi motivi per il rilascio di un permesso di soggiorno per assistenza del minore

I gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore straniero presente nel territorio italiano che, ai sensi dell’art. 31, terzo comma, del decreto legislativo 25 Luglio 1998, n. 286, consentono il rilascio, da parte del Tribunale per i minorenni, dell’autorizzazione all’ingresso o alla permanenza in Italia per un periodo di tempo determinato ai familiari del minore, anche se colpiti da provvedimento di espulsione, vanno correlati alla sussistenza di condizioni di emergenza, contingenti – e cioè transeunti – ed eccezionali, che pongano in grave pericolo l’evoluzione normale della personalità del minore, tanto da richiedere il sostegno del genitore.

Si deve quindi trattare di un danno non altrimenti evitabile ed ulteriore rispetto a quello sempre riconoscibile alla separazione dal proprio padre, che è evento, di per sé, connaturalmente traumatico.

diritto famiglia
permesso di soggiorno per assistenza figli minorenni

Esula, dunque, dalla previsione di legge invocata, che rappresenta una deroga eccezionale alle stesse esigenze pubbliche che sono alla base del decreto di espulsione, la mera presenza di circostanze ordinarie, quali il bisogno di completare il ciclo scolastico del minore o l’opportunità, anch’essa innegabile in linea di principio, che questi non sia costretto a sottrarsi al tessuto sociale in cui è integrato, per raggiungere il genitore nel paese di origine, pur se caratterizzato da condizioni di vita meno progredite.

Diversamente opinando, si produrrebbe il risultato di uno stabile radicamento nel territorio italiano del nucleo familiare, dando adito a modalità anomale di regolarizzazione dell’inserimento di famiglie di stranieri illegalmente presenti nel territorio nazionale, mediante una forma di strumentalizzazione ovvero il rilascio di un permesso di soggiorno per assistenza minore, e non già di tutela, dell’infanzia (Cass., sez. I, 2 Maggio 2007, n 10135; Cass. civile, sez. I, 15 Gennaio 2007, n. 747; Cass. civile, sez. I, 11 Gennaio 2006, n. 396; Cass., sez. I, 14 Novembre 2003, n. 17194).

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