Avvocato per cartelle esattoriali, pace fiscale

La pace fiscale di Giorgia Meloni si baserà su tre pilastri: tutti i chiarimenti

Il centrodestra di governo, guidato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha posto tra i tanti obiettivi per il 2023 anche la pace fiscale. Il provvedimento sembra essere una priorità per il governo, ma è necessario capire come potrebbe funzionare.

Lo stralcio delle cartelle, infatti, potrebbe riguardare solo i contribuenti che si trovano al di sotto di determinate soglie di reddito; stesso discorso per la cancellazione dei debiti, che dovrebbe interessare solo alcuni contribuenti ben precisi.

In attesa di capirci di più è possibile tracciare un quadro delle ipotesi su cui si baserà la pace fiscale del governo Meloni, ovvero chi potrà usufruire del maxi condono, quali saranno i debiti sottoposti a cancellazione e quali dovrebbero essere le soglie di reddito che consentiranno di ottenere lo stralcio delle cartelle.

Come già annunciato in campagna elettorale, il centrodestra vuole venire incontro a tutti i contribuenti che hanno delle pendenze con il Fisco. La pace fiscale del governo Meloni potrebbe pertanto riguardare circa 500.000 contribuenti, dato che andrebbe ad includere anche coloro che non sono riusciti a rispettare le scadenze dell’ultima rottamazione ter.

Allo stesso tempo, la pace fiscale del governo di centrodestra si rivelerà determinante per le famiglie con basso reddito che sono economicamente impossibilitate a saldare i propri debiti.

La pace fiscale di Giorgia Meloni si baserà su tre pilastri. Il primo riguarda il reddito, dato che l’intervento si baserà proprio sulle fasce di reddito. Come riportato anche dal quotidiano torinese La Stampa, il governo Meloni pare orientato a stabilire la quota di 15.000 euro come soglia di reddito.

Per farla breve, tutti i contribuenti che presentano un reddito inferiore a 15.000 euro potranno usufruire di uno sconto dell’80% sui propri debiti grazie al nuovo maxi condono: l’importante è che il debito complessivo non superi i 2.500 euro. Il contribuente dovrebbe quindi versare solo il 20% dei propri debiti.

Ma cosa succede con i contribuenti che hanno un reddito superiore ai 15.000 euro e sono gravati da un debito che supera i 2.500 euro?

Qui interviene il secondo pilastro su cui si basa la pace fiscale del governo Meloni: per questi soggetti, infatti, verrebbero applicati interessi e sanzioni al 5% invece che al 40%, garantendo anche la possibilità di pagare il debito tramite rate decennali.

Infine, il terzo pilastro su cui poggia la pace fiscale del centrodestra riguarda coloro che non hanno ancora ricevuto una cartella esattoriale. L’interlocuzione con l’amministrazione finanziaria, riportata anche dal quotidiano La Stampa, avrebbe consentito di studiare a fondo la cosiddetta formula “5+5”: in cosa consiste?

In breve, il contribuente verrebbe chiamato a pagare l’imposta con sanzione forfettaria al 5%, con la possibilità di pagare il tutto a rate nel giro di 5 anni. Un aspetto di grande rilevanza, se si pensa che sono potenzialmente circa 23 milioni gli italiani che riceveranno una cartella dal Fisco nel prossimo futuro.

Ma quali sono i potenziali debiti che potrebbero essere cancellati grazie al maxi condono su cui sta ragionando il governo di centrodestra?

I debiti in questione sono quelli che riguardano le imposte non pagate, ovvero l’IMU, la TARI, l’Iva, l’IRPEF, l’IRES, ma anche i tributi a livello locale, i bolli auto, le multe per infrazioni al codice della strada e tutto ciò che rientra nella riscossione.

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