Cani e gatti, ecco come tutelarli in caso di morte del padrone

La successione di animali domestici in caso di morte del proprietario: tutte le indicazioni

Cosa accade agli animali domestici quando muore il legittimo proprietario? Le regole della successione riguardano anche loro o questo aspetto non viene disciplinato? Leggi la nostra guida completa per scoprire tutto ciò che c’è da sapere in merito.

Le famiglie italiane che hanno animali domestici sono moltissime, infatti i dati rivelano che ben il 32,7% degli italiani ne possiede uno dunque anche la legge ha posto l’attenzione su alcune situazioni riguardanti proprio gli animali domestici.

In particolare, sebbene la legge non li riconosca come soggetti giuridici, si è posto il problema del loro ruolo in ambito successorio.

Sono in molti a chiedersi cosa accadrà ai loro amici pelosi dopo la loro scomparsa, chi se ne prenderà cura e se vi è un modo per garantire loro il benessere quando il proprietario non ci sarà più. Vediamolo insieme.

Gli animali domestici nel diritto successorio

In sostanza, ciò che accade quando una persona viene a mancare è che i suoi animali domestici diventano parte del suo patrimonio ereditario, pertanto gli eredi diventano i nuovi proprietari degli animali.

Tuttavia, la legge non prevede una protezione specifica per gli animali stessi, ma piuttosto per i diritti degli eredi sulla proprietà.

Gli eredi hanno la possibilità di decidere liberamente come prendersi cura degli animali. Ad esempio, possono scegliere di tenere l’animale, oppure, se non sono d’accordo, possono decidere di venderlo e dividere i soldi tra di loro.

Se un erede vuole tenere l’animale, deve considerare la sua quota di eredità, proprio come farebbe con qualsiasi altro oggetto ereditato.

In alternativa, il proprietario può specificare nel suo testamento a chi vuole affidare l’animale dopo la sua morte, ad esempio potrebbe scegliere un erede specifico, un’organizzazione dedicata al benessere degli animali o disporre un legato a tale scopo.

Questo garantisce una maggiore sicurezza per il futuro dell’animale, anche se l’erede può ancora rinunciare all’eredità o decidere di non prendersi cura dell’animale.

Come lasciare testamento e tutelare i nostri amici animali

Da quanto detto emerge che fare testamento per stabilire il futuro del proprio animale domestico potrebbe purtroppo apparire sembrare poco tutelante dal punto di vista legale, ma in realtà ha vantaggi importanti.

Ad esempio, il testatore può designare un amico di fiducia per prendersi cura dell’animale, anche se non vi è un obbligo di legge per l’amico di prendersene cura, il testatore può comunque contare sulla fiducia che nutre nella persona.

Infatti, fare testamento è utile per scegliere nello specifico la persona che vogliamo possa prendersi cura dell’animale, diversa dagli eredi designati per legge che magari potrebbero essere poco inclini a prendersi cura dell’animale.

Inoltre, permette di imporre condizioni riguardo alla cura e alla protezione dell’animale, garantendo il suo benessere. È essenziale che queste condizioni siano chiaramente espresse nel testamento per essere vincolanti.

Per garantire questa protezione, il testatore dovrebbe considerare di lasciare parte dell’eredità o altri beni alla persona incaricata della cura dell’animale e nominare un curatore testamentario per garantire il rispetto delle condizioni stabilite.

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