Chiudere le Cartelle di pagamento con il Fisco e Inps : rottamazione ter e “saldo & stralcio”

E’ possibile liberarsi delle cartelle di pagamento ed entro quando ?

Il decreto fiscale 2020 collegato alla legge di Bilancio dispone la riapertura dei termini per aderire alla rottamazione ter delle cartelle e per pagare la prima o unica rata già scaduta.

Di fatto, la norma sposta dal 31 luglio al 30 novembre 2019 (slitta però al 2 dicembre) la data per il primo versamento.

La rimessione in termini riguarda anche i soggetti che avevano presentato istanza di rottamazione bis rimanendo poi inadempienti.

In precedenza..

Le domande potranno essere presentate da chi ha ricevuto la lettera del fisco tra il 2000 e il 2017 : versando le imposte o contributi senza dover pagare sanzioni e interessi.

La scadenza fissata al 31 luglio 2019 è stata introdotta nel Decreto Crescita approvato in via definitiva il 27 giugno 2019.

Le due tipologie di pace fiscale che vederemo nel proseguo hanno entrambe la stessa scadenza : il 31 luglio 2019.

Nel 2019 è possibile avvalersi della procedura di “Saldo e stralcio”, vediamo i punti essenziali (molti commercialisti storceranno il naso ma si è voluto coscientemente mantenere un testo essenziale rimandando al sito dell’Agenzia delle Entrate per gli approfondimenti).

[La data limite della domanda è il 30 aprile 2019 scegliendo se effettuare il pagamento in 1 rata entro il 30 novembre 2019oppure in cinque rate con ultima scadenza il 31 luglio 2021]

ISEE non deve essere superiore a 20 mila euro

Le persone che hanno l’Indicatore della situazione economica (ISEE) del nucleo familiare non superiore ad euro 20 mila possono estinguere i propri debiti in forma agevolata pagando una percentuale ridotta (a titolo di capitale e interessi di ritardata iscrizione a ruolo), senza corrispondere sanzioni e interessi di mora.

pace fiscale entro il 31 luglio 2019
pace fiscale entro il 31 luglio 2019

Quanto dovrò pagare per chiudere le vecchie cartelle ?

La percentuale ridotta per il pagamento e così differenziata a secondo dell’Isee (non è un condono fiscale quindi qualcosa dovrete pagare !) :

16% delle somme dovute con ISEE fino a 8.500 euro;

20% delle somme dovute con ISEE da 8.500,01 a 12.500 euro;

35% delle somme dovute con ISEE da 12.500,01 a 20.000 euro.

saldo e stralcio

Quali debiti si possono chiudere ?

I debiti intestati a persone fisiche (escluse pertanto le società) dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 derivanti dall’omesso versamento a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni, INPS, con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Se non è possibile avvalersi del saldo e stralcio quale strada rimane ?

Può accadere che in diverse cartelle siano presenti debiti che rientrano nel “Saldo e stralcio” e altri no.

In questo caso è possibile presentare due dichiarazioni di adesione, una per il “Saldo e stralcio” e l’altra per la Definizione agevolata 2018 (chiamata tecnicamente “rottamazione-ter”).

Definizione agevolata

L’articolo 3 del D.L. n. 119/2018 prevede la Definizione agevolata dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 (la “rottamazione-ter”).

Chi aderirà dovrà versare l’importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora.

Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Stralcio dei debiti fino a mille euro

L’articolo 4 del D.L. n. 119/2018 prevedeva “lo stralcio” dei debiti fiscali di importo fino a mille euro.

E’ stato pertanto disposto l’annullamento automatico delle cartelle, affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, di importo residuo fino a mille euro, calcolato al 24 ottobre 2018 (comprensivo di capitale, interessi e sanzioni).

Una volta effettuato l’annullamento alla data del 31 dicembre 2018 risulterà lo stralcio nell’estratto che possiamo richiedere al Fisco.

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