Contributi inps domestici 2021, calcolo dei contributi

Colf e contributi INPS scadenze 2021

La contribuzione dei lavoratori domestici viene scadenzata in quattro momenti:

  • dal 1° al 10 aprile, per il primo trimestre;
  • dal 1° al 10 luglio, per il secondo trimestre;
  • dal 1° al 10 ottobre, per il terzo trimestre;
  • dal 1° al 10 gennaio, per il quarto trimestre.

I versamenti contributivi inps possono infine essere effettuati tramite questi canali:

  • dalla sezione Pagamento dei lavoratori domestici del sito Inps
  • presso banche, uffici postali e altri istituti di pagamento (anche denominati PSP – Prestatori di Servizi di Pagamento), aderenti al circuito PagoPA;
  • punti vendita Sisal o Lottomatica.

Simulazione calcolo contributi

E’ possibile simulare la spesa su questo link https://www.inps.it/prestazioni-servizi/servizio/2927

Tabella contributi colf e badanti 2021 a tempo indeterminato:

Ore di lavoro settimanaliRetribuzione effettiva orariaContributo orario compresa CUAFContributo orario esclusa CUAFContributo orario dipendente
daA
Fino a 24 ore settimanali0 (*)8,101,431,440,36
8,119,861,621,630,41
9,879991,971,980,49
Prestazioni superiori a 24 ore settimanali09991,041,050,26

Tabella contributi colf e badanti 2021 a tempo determinato:

Ore di lavoro settimanaliRetribuzione effettiva orariaContributo orario compresa CUAFContributo orario esclusa CUAFContributo orario dipendente
daA
Fino a 24 ore settimanali08,101,531,540,36
8,119,861,731,740,41
9,879992,112,120,49
Prestazioni superiori a 24 ore settimanali09991,121,120,26

Nessun aumento per il 2021

Tutti i datori di lavoro che hanno a carico colf e badanti a libro paga, quest’anno sono esentati dal cambiamento dei contributi Inps a favore dei lavoratori domestici per via dell’inflazione negativa registrata dall’Istat.

Per tutto l’anno 2021 le misure saranno le stesse degli anni precedenti, come del resto ha spiegato anche l’Istituto nazionale di previdenza sociale recependo i dati sull’inflazione in Italia.

L’Istat, nella misura del -0,3%, ha evidenziato una variazione percentuale avvenuta sull’indice dei prezzi al consumo. Il che significa che i contributi non saranno interessati da alcun incremento, come previsto dalla legge.

A spiegare tale situazione è stata l’Inps con la circolare numero 9 del 25 gennaio 2021, al cui interno è stata data la conferma circa le fasce di retribuzione precedentemente approvate con la circolare n. 17 del 6 febbraio 2020. Con questa tabella è possibile calcolare i contributi che sono stati validi per l’anno 2021 per i lavoratori domestici.

È quindi dal mese di gennaio che abbiamo assistito ad un mantenimento costante dei corrispettivi contributivi. Rimane altresì valido l’esonero previsto dalla legge. È stata poi data la conferma, di una minore aliquota contributiva che i datori devono versare per l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) a titolo di contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari) la qual cosa inficia sull’aliquota complessiva.

Per ciò che concerne il lavoro a tempo determinato, si applica ancora il contributo addizionale, ancora onere del datore di lavoro, per un importo dell’1,40% per la retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale). Tale contributo, si specifica, non viene applicato ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti.

Il calcolo dei contributi

Si precisa in tal sede come il calcolo dei contributi che il datore di lavoro è tenuto a pagare al suo collaboratore domestico cambia in base al contratto di lavoro. La somma da pagare è determinata convenzionalmente in base al fatto che il collaboratore domestico presti la propria attività lavorativa con orario inferiore o superiore alle 24 ore settimanali.

Qualora l’orario di lavoro dovesse essere inferiore alle 24 ore settimanali, il contributo all’ora appartiene ad una diversa fascia di retribuzione. Viceversa, se l’orario dovesse essere ,aggiorna dei 24 ore settimanali, il contributo orario prescinde dalla retribuzione corrisposta ed è fisso per tutte le ore lavorate.

Una ulteriore caratteristica differenziale circa la generalità dei lavoratori dipendenti si collega al discorso delle aliquote di contribuzione,  che sono inferiori. L’aliquota IVS di finanziamento della gestione ha una misura del 17,4275% della retribuzione contro il 33% della generalità degli altri assicurati.

A questa percentuale va sommato anche il contributo Aspi (che è maggiore per i datori  che non ricevono contributi come CUAF, Cassa Unica Assegni Familiari) nonché la tutela INAIL e il Fondo per il TFR. Nell’insieme l’aliquota su cui vengono sommato contributi equivalente al 19,9675% della retribuzione convenzionale oraria.

A partire dall’anno 2013, in caso di rapporto di lavoro a tempo determinato, vi è stato riconoscimento di un contributo addizionale di finanziamento dell’Aspi, che viene versato dal datore di lavoro, per una percentuale  pari al 1,40%.

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