Cosa dice la legge sulle ferie?

Normativa sulle ferie del dipendente

Le ferie dei dipendenti sono un argomento gettonatissimo, soprattutto in questo periodo dell’anno. In questa guida completa troverai tutte le informazioni che ti consentiranno di raggiungere una conoscenza chiara e completa dell’argomento.

Cosa sono le ferie e a chi spettano

Nel diritto del lavoro si intendono ferie quelle giornate, o quel periodo, in cui il lavoratore dipendente si astiene dal lavoro e tale estensione prevede comunque una retribuzione.

La ratio alla base delle ferie consiste nel fatto che si riconosce al lavoratore un diritto al riposo, fisico e mentale, da quella che è la sua mansione ai fini di una condizione lavorativa che sia rispettosa della dignità del dipendente.

Le ferie spettano a tutti i lavoratori dipendenti a prescindere dal CCNL applicato e alla mansione da questi ricoperta, spettano anche a coloro che sono impiegati nei lavori socialmente utili, nei lavori di pubblica utilità e nei progetti di inserimento.

Il diritto alle ferie: normativa di riferimento

Per quanto concerne la normativa di riferimento, la materia delle ferie viene analizzata e garantita a più riprese dai decreti legislativi, dal Codice Civile e persino dalla Costituzione, che rappresenta la più alta forma di tutela.

Non manca poi della giurisprudenza in merito.

Sul piano costituzionale, l’articolo di riferimento è l’art. 36 co.3 “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.”

L’art. 2109 c.c. interviene, invece, in merito al periodo di espletamento delle ferie e sancisce che le stesse devono essere godute “nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro”.

Molto importante è anche il D.Lgs 66/2003 che quantifica le ferie dovute per legge, secondo cui “il prestatore di lavoro ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. I contratti collettivi di lavoro possono stabilire condizioni di miglior favore”.

L’ammontare delle ferie e quando si devono espletare

Per quanto riguarda l’ammontare delle ferie, la principale fonte a cui attingere è il contratto collettivo di riferimento dove è appunto indicato il numero esatto di giorni spettanti al dipendente.

Se poi non vi è un contatto collettivo di riferimento, ci si attiene a quanto stabilito dalla legge che fissa a 4 settimane il numero di ferie che il datore deve necessariamente concedere a tutti i suoi dipendenti.

Entro quando il dipendente deve usufruire delle ferie?

A rispondere a questo quesito troviamo il D.Lgs 213/2004 secondo cui le 4 settimane di ferie dovrebbero essere così gestite: almeno due settimane nell’anno di maturazione, sia consecutivamente che non, e il tempo restante nei 18 mesi al termine dell’anno di maturazione.

La monetizzazione delle ferie: è possibile?

Un dubbio che si potrebbe avere in merito alle ferie è: è possibile non scontarle interamente e monetizzare la parte di cui non si usufruisce? La riposta è no, questo al fine di tutelare l’effettivo riposo del dipendente.

A questa regola vi sono delle eccezioni, infatti non vale per le ferie eccedenti le 4 settimane, inoltre fa eccezione la risoluzione del rapporto di lavoro.

Approfondimento: ferie retribuite in busta paga

Ferie, malattia e preavviso: cosa accade?

Il preavviso è il periodo tra la comunicazione della decisione di licenziare un soggetto o delle sue dimissioni e l’ultimo giorno di lavoro-

Non è possibile far coincidere le ferie con il preavviso, poiché in quest’ultimo periodo il dipendente deve lavorare. Se proprio  si vogliono utilizzare le ferie, si deve sospendere il preavviso e posticipare la data di fine lavoro.

Le sanzioni in caso di mancata fruizione

Infine, vediamo cosa accade se il datore di lavoro non consente al dipendente di godere delle ferie che gli spettano per legge.

In tale circostanza il datore può essere multato con una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro ma se la condotta coinvolge più dipendenti, allora la sanzione diventa più consistente, sino a 4500 euro se la condotta riguarda oltre 10 dipendenti o la condotta si è verificata in almeno 4 anni.

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