Cosa fare se la badante ruba

Badante che ruba in casa

Furto della badante: in che modo proteggersi?

Migliaia di famiglie italiane, al giorno d’oggi, si affidano al lavoro delle badanti e dei collaboratori domestici per la gestione dei propri anziani o dei cari non autosufficiente.

Avere una badante in casa può essere molto comodo e vantaggioso: tuttavia in alcuni casi possono verificarsi anche episodi spiacevoli. Uno di essi è il furto della badante in casa.

Cosa fare in caso si sospetti di un furto della badante in casa? In questi casi, come proteggersi? Come far valere il proprio diritto?

Partiamo da una considerazione: il rapporto di lavoro domestico ha delle caratteristiche particolari rispetto ad altri luoghi di lavoro. Si svolge all’interno delle nostre case, in luoghi intimi, dove ci sentiamo al sicuro, e custodiamo anche i nostri oggetti preziosi. Per questo siamo particolarmente sensibili ai tentativi di furto avvenuti nelle nostre case, magari ad opera di una persona di cui ci fidiamo, come la nostra badante.

Se vediamo sparire qualcosa in casa – oggetti preziosi, gioielli, soldi – e abbiamo ragione di credere che la nostra badante sia coinvolta, come comportarsi? Vediamo caso per caso che cosa è meglio fare.

Furto della badante: come agire?

Come comportarsi in caso di furto della badante? Ecco cosa potete fare:

  1. Chiedete la restituzione del maltolto. La maggioranza delle volte, non è necessario procedere subito alle ‘maniere forti’ per poter ottenere giustizia. Prima di denunciare il fatto alle autorità, possiamo provare a richiedere alla badante la restituzione del maltolto. Magari, ventilando la possibilità di ricorrere alla denuncia alla polizia in caso non funzioni. Alcune volte, affrontare direttamente la persona sospettata è il modo migliore per ottenere la soddisfazione: ovviamente, dopo di che, è possibile licenziare la badante (e se si vuole, anche denunciare il furto).
  2. Licenziamento. Risulta ovvio che non è possibile proseguire un rapporto di lavoro quando si ha motivo fondato di credere al furto della badante. Il rapporto di fiducia che lega le parti, in questo caso, è irrimediabilmente risolto. Il licenziamento in questi casi avviene ad nutum, per giusta causa, senza bisogno di preavviso. Il datore di lavoro deve pagare le somme a titolo di ferie non godute, la tredicesima, e il TFR: non deve invece corrispondere l’indennità di fine rapporto. Il datore di lavoro deve comunicare all’INPS il licenziamento entro 5 giorni dall’evento. In ogni caso, il datore di lavoro che ha subito un furto può rivalersi sulla badante, trattenendo una busta paga (a titolo di risarcimento per il maltolto). Tuttavia in questi casi è bene preannunciare alla badante, in forma scritta, la volontà di trattenere una somma a titolo risarcitorio, indicando la quantità e tipologia dei beni sottratti ed il loro valore.
  3. Denunciare. La denuncia alla polizia o ad altre autorità competenti è una delle soluzioni più comuni, quando il padrone di casa ha ragione di sospettare del furto della badante. Questo avviene soprattutto in caso siano sottratti beni di rilevante entità, se non si riesce altrimenti ad ottenere la restituzione del maltolto. I reati per cui procedere a denuncia possono essere diversi, a seconda del caso: dal furto, all’appropriazione indebita, fino alla ricettazione in caso di rivendita della merce rubata. Il proprietario deve quindi denunciare il furto, portando le prove a disposizione, all’autorità competente. Il reato di furto è punibile solo a querela della persona offesa, e comporta la reclusione fino a tre anni ed una multa fino a 516 euro al massimo.

Si può controllare la badante usando una telecamera?

Molti datori di lavoro, per motivi di sicurezza, si chiedono se abbiano la possibilità ex lege di utilizzare una telecamera nella casa per controllare che la badante non faccia furti e non sottragga oggetti dalla propria casa.

La legge consente di installare in casa propria un impianto di video-sorveglianza, per proteggere la casa dai ladri. Tuttavia se in casa c’è un dipendente, esiste anche la relativa normativa del lavoro (la legge 300/70, il c.d. Statuto dei Lavoratori) che vieta l’uso di sistemi di video-sorveglianza per controllare l’attività dei dipendenti. Ovviamente, questo vale anche se la badante è in nero.

L’uso di telecamere è consentito solo previo consenso dei sindacati (o dell’ispettorato del lavoro), e neppure il consenso del lavoratore interessato, da solo, è sufficiente per autorizzarne l’uso.

Meglio quindi, se non ci si fida, mettere gli oggetti preziosi al sicuro e custodire bene le chiavi.

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