Cosa spetta ad una badante in busta paga

Stipendio badante: cosa spetta in busta paga

Quando si assume una badante, è importante avere un contratto di lavoro al cui interno si rispettano dei requisiti. Tali elementi sono previamente indicati dal CCNL di settore (ovvero stiamo parlando del CCNL 2020 dei collaboratori domestici).

Il discorso non fa esclusivamente riferimento al semplice minimo salariale che fuoriesce dalle tabelle del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Nel caso di colf, badanti e collaboratori domestici, la busta paga include delle diverse voci a cui fa riferimento la retribuzione della badante e che devono necessariamente comparire nelle buste paga.

Andiamo a vedere più da vicino cosa spetta ad una badante in busta paga, considerati diritti e limiti che il CCNL ha riconosciuto a questa categoria di lavoratori (quindi custodi, baby sitter, maggirodomi, giardinieri, caregiver, badanti straniere).

Le regole per lo stipendio minimo

Che cosa deve fare il datore (o chi per lui) quando elabora la busta paga di una badante?

Come puoi ben immaginare anche in questo caso sussiste l’obbligo di rispettare una retribuzione minima alla badante. Per il soggetto che convive ed assiste un anziano che non ha più autonomia nella quotidianità non esistono altre tipologie di stipendio se non quelle previste dal CCNL.

Una badante convivente con l’anziano non autosufficiente (pertanto un livello CS) che vive delle carenze nella autosufficienza di quest’ultimo deve poter vantare almeno un importo minimo in busta paga di 997,61 euro di stipendio lordo. A stabilirlo è  stata la tabella con i minimi stipendiali pubblicata per l’anno nel 2021 (visibile in fondo al presente articolo).

Tale tabella va per giunta allegata al contratto collettivo che le associazioni di categoria (sindacati e associazioni datoriali) hanno sottoscritto lo scorso ottobre 2020.

Sull’obbligo di consegna della busta paga ai domestici abbiamo già trattato e di come sia previsto specifico obbligo (diversamente dalla certificazione unica che nel caso dei domestici non è obbligatoria)

Tredicesima, ferie, e attribuzione riconoscimento ulteriore

La badante ha diritto altresì a ricevere la tredicesima, oltre al pagamento dello stipendio ogni mese. E poi, sempre a cadenza mensile, si matura anche l’importo per il trattamento di fine rapporto, la cosiddetta liquidazione.

Come per ogni altra categoria lavorativa, alla badante viene accantonata per confluire la liquidazione che la badante può richiedere in anticipo 1 volta (il 70%) o tutta insieme al termine del rapporto di lavoro.

L’importo a titolo di TFR che viene maturato mensilmente al mese come si può palesemente evincere in busta paga e si calcola nel seguente modo.

Liquidazione si calcola così: retribuzione annua (retribuzioni mensili + tredicesima mensilità + quota convenzionale di vitto e alloggio) divisa per 13,5.

Circa il discorso della tredicesima matura la frazione ogni mese e il totale viene poi corrisposto a titolo di mensilità aggiuntiva a dicembre di ogni anno. 

Se la badante dovesse prestare servizio anche durante la mezza giornata di riposo, matura anche il diritto a percepire maggiorazione aggiuntiva. Se invece lavora per tutta la domenica o nei festivi, ha diritto a quella specifica maggiorazione festiva.

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