Danneggiamento e depenalizzazione, il nuovo articolo 635 cp

Il nuovo danneggiamento dopo la riforma Renzi

Il 2016 in ambito giuridico si apre all’insegna della depenalizzazione di molti reati (a norma dell’art. 2 del D.LGS 7 del 2016). Tra questi, uno dei reati più importanti risulta essere quello di danneggiamento ex art. 635 del codice penale (un esempio può essere l’auto rigata con le chiavi).

Perché la scelta di depenalizzare alcuni reati ?

La ratio di questa riforma è quella di snellire il carico dei tribunali penali che, trovandosi meno oberati di cause, potrebbero finalmente operare con maggiore serenità e definire, quindi, i procedimenti più importanti.

Il nuovo danneggiamento novellato

Tra i reati che beneficeranno della novella (o “subiranno” a seconda che si sia favorevoli o meno a tale riforma) c’è anche quello ex art. 635 c.p.

Il nuovo danneggiamento, infatti, riforma completamente questo reato, che prevede ora tre condizioni alternative tra loro:

– Il danneggiamento deve avvenire con minaccia o violenza alla persona;

– Il danneggiamento deve avvenire durante una manifestazione che si svolga in un luogo pubblico o aperto al pubblico ;

– Il danneggiamento deve avvenire in occasione del delitto ex art. 331 c.p. (ovvero interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità).

Il cosiddetto “danneggiamento semplice” previsto dall’art. 635 ante riforma, perciò, smette di costituire reato, tranne per alcuni casi particolari -già previsti con pena più severa- in cui non sono necessarie le tre condizioni di cui sopra :

  • Se ad esser danneggiati sono immobili pubblici o religiosi o di pregio particolare;
  • Se sono danneggiate opere destinate all’irrigazione;
  • Se sono danneggiate piante, arbusti, viti, foreste, boschi, selve destinate al rimboschimento ovvero vivai forestali;
  • Attrezzature e impianti sportivi al fine di evitare lo svolgimento -o interromperlo – di manifestazioni sportive.

Pene più severe per il nuovo danneggiamento

Le pene, d’altro canto, subiscono un forte irrigidimento: la pena prevista ora è la reclusione fino a 3 anni (risulta pertanto triplicato rispetto alla vecchia norma), mentre la sospensione condizionale della pena è subordinata a due condizioni alternative:

– Il danneggiante deve eliminare le conseguenze dannose o pericolose del reato;

– Il danneggiante deve prestare attività non retribuita utile alla collettività per un tempo determinato (ma comunque non superiore alla pena prevista).

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