Demolire auto con fermo amministrativo

Auto da demolire: si può con fermo amministrativo?

Si parla di fermo amministrativo per indicare una sanzione che alcuni enti creditori pubblici come Comune, INPS, Agenzia delle entrate effettuano per punire un contribuente debitore. Quest’ultimo sarà interessato dal blocco di un bene mobile registrato, con il quale non potrà circolare (alias la macchina).

Se un contribuente moroso circolare in strada con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo, non solo ne rischia la confisca ma potrebbe incorrere anche nel pagamento di una multa che va dai 714 euro a quasi 3 mila euro.

Andiamo quindi a vedere quale sarà la procedura da seguire nel caso si vogliano demolire l’auto con fermo amministrativo.

Come funziona un fermo amministrativo auto

Per capire come comportarsi nel caso di fermo amministrativo dobbiamo prima spiegare come esso funziona. Il debitore riceve infatti a casa una cartella esattoriale: a partire dalla ricezione avrà sessanta giorni per saldare il suo debito.

In assenza del perfezionamento della sua posizione debitoria, saranno attivate le procedure previste dalla legge per riscuotere il credito degli enti.

Potrebbe avvenire che venga posto in essere un procedimento cautelare ed esecutivo che comporta il blocco delle auto. Il contribuente moroso riceve una comunicazione di preavviso di fermo amministrativo, con l’invito a regolarizzare la propria posizione. Se nei successivi 30 giorni non avrà provveduto a mettersi in regola, si procederà all’iscrizione del fermo sul veicolo.

Dopo l’iscrizione del fermo il contribuente può comunque chiedere che il debito venga rateizzato: attenzione, questo non comporta revoca o cancellazione del fermo, ma solo la sua sospensione. Verrà cancellato solo dopo aver effettuato il saldo integrale del debito.

Come fare a demolire un’auto con fermo amministrativo?

Dunque si può effettuare la demolizione dell’auto con fermo amministrativo? Come anticipato non è possibile.

La sola alternativa in capo al debitore è di rottamare il veicolo, saldare i debiti nel più breve tempo possibile e dunque effettuare la procedura di demolizione della vettura. Sarà in tal caso il demolitore a dare in consegna al Pra ogni targa per domandarne la radiazione, ma se la prassi seguita non risulterà corretta, otterrà risposta negativa.

Possiamo quindi sintetizzare dicendo che a notifica di fermo amministrativo avvenuta, il contribuente deve saldare il debito per vedere cancellare il provvedimento. Solo così entro massimo 20 giorni, il debitore si vedrà rilasciare tutta la documentazione necessaria per l’avvio delle procedure di demolizione.

Veicolo non in grado di circolare

Se ti stai domandando come funziona nel caso in cui il veicolo non sia più in grado di circolare, sappi che in tal caso, la vettura non viene più annoverata tra i beni su cui poter vantare un credito per cui la sua rottamazione sarà possibile a prescindere l’esistenza dell’iscrizione del fermo.

Per effettuare l’iter procedurale di demolizione, il proprietario dell’auto tuttavia, dovrà fare una richiesta scritta all’Autorità competente (individuata dal Pubblico Registro) e rispettare gli step che gli saranno suggeriti. In questa data circostanza, verrà effettuato un sopralluogo per attestare l’usura del veicolo quindi la sua inutilizzabilità.

Se la stessa presenta parti essenziali mancanti, bruciate o danneggiate, il debitore si vedrà riconoscere il diritto  a poterla demolire.

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