Diffamazione su facebook, cosa fare

Diffamazione su Facebook: cosa si rischia?

Una volta, per indicare un posto fuori dalle regole civili si utilizzava lo stadio, e si diceva di non comportarsi in una data maniera perché “Non siamo mica allo stadio!”.

I tempi cambiano e ora viene considerato spesso come una terra di nessuno, Facebook, il social network in blu dove sovente si leggono insulti, offese e calunnie.

Ma è proprio così? Facebook è davvero un territorio esente da regole civili – e penali – dove si può insultare chiunque senza incorrere in alcuna conseguenza e protetti da uno schermo? Ovviamente no!

Andiamo ad analizzare le possibili conseguenze delle offese su Facebook e come tutelarsi.

Le offese su Facebook: il reato è aggravato

La diffamazione, ovvero le offese, se lanciate su Facebook, non solo integrano il reato – per l’appunto – di diffamazione, per il quale è prevista la pena fino a 3 anni di carcere, ma addirittura costituiscono tale reato in forma “aggravata”.

Infatti, la diffamazione aggravata si ha mediante l’offesa su giornali e a mezzo stampa, ma come chiarito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 8328 del 2015, anche il mezzo di “facciadalibro” può costituire l’aggravante, per via della grande “pubblicità” di cui è per sua natura provvisto.

diffamazione su facebook

Oltre alla pena per il reato, inoltre, è possibile richiedere anche un risarcimento civile, quindi c’è anche l’ulteriore “beffa” del danno economico per chi offende tramite Facebook.

Come agire per ottenere la propria tutela

Chi pensa, quindi, che Facebook sia terra di nessuno è fortemente in errore. Se avete subito delle offese tramite questo social network, dovete comportarvi così.

Il primo passo da fare è quello di copiare l’url del post di offesa immediatamente. Nessuna paura se il diffamatore dovesse cancellarlo, in quanto per le indagini i post sono visibili entro 1 anno dalla cancellazione.

Vi consigliamo, per avviare il procedimento, anche di fare uno screenshot con il vostro pc o smartphone dell’offesa. Sebbene sia facilmente contestabile in sede di processo, in quanto basta un programma di fotoritocco per modificare le foto e il testo, è una base per la denuncia. Inoltre, con l’autentica del notaio ha valore di prova.

Una volta che avete in mano le prove del reato, dovete recarvi presso una stazione dei Carabinieri o alla Procura della Repubblica, preferibilmente con il supporto del vostro legale di fiducia. La querela va sporta entro 3 mesi dal momento in cui si è venuti a conoscenza del reato.

approfondimento : Diffamazione su facebook, sentenze cassazione

Il tuo nome

La tua email

Città

Il tuo messaggio


Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. febbraio 8, 2017

    […] quindi che la diffamazione su Facebook o su altro social possa essere considerata diffamazione a mezzo stampa, ne deriva che viene anche […]