Martedì 13 ottobre è prevista la votazione definitiva in Camera sul testo che prevede l’avvento dello ‘ius soli soft’ per i minori in Italia
Con l’esame degli ordini del giorno e il voto sull’emendamento soppressivo della riforma sulla cittadinanza presentato dalla Lega, respinto con 365 no e soli 49 sì, si è in pratica conclusa la discussione sul disegno di legge e ora la Camera è pronta per la votazione finale, in programma martedì 13 ottobre dalle 10.30.
Una scelta alla quale si è opposta soltanto la Lega, che nella giornata di giovedì 8 ottobre è scesa in piazza davanti alla Camera esponendo uno striscione che recitava “Cittadinanza per gli immigrati, svendete il Paese per un milione di voti”.
E Massimiliano Fedriga, deputato leghista che era stato espulso dall’aula per le sue intemperanze durante il dibattito, ha chiarito ancora di più la posizione del partito guidato da Matteo Salvini: “Riteniamo che l’integrazione non si faccia tramite la cittadinanza, ma che la cittadinanza delle essere la certificazione di una integrazione avvenuta. Invece le forze che sostengono la riforma, a cominciare dal Pd. stanno solo cercando di crearsi un nuovo bacino elettorale, perché evidentemente gli italiani non li votano più”.
Lo ius soli soft sempre più vicino
I numeri per l’approvazione del disegno di legge sembrano esserci tutti e quindi la riforma ora è realmente vicina dopo che a fine settembre in commissione Affari costituzionali grazie ad un accordo di maggioranza era passata l’ultima versione del testo.
I punti essenziali sono nell’obbligo della frequenza per i minori di 5 anni di un ciclo scolastico completo e nel vincolo di permesso di soggiorno di lunga durata. In base al ddl quindi i bambini stranieri nati in Italia sono destinati ad acquisire la cittadinanza italiana “se almeno uno dei due genitori è in possesso del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo”.
I minori nati in Italia che non presentino questi requisiti oltre a quelli arrivati in Italia e che abbiano meno di 12 anni potranno comunque ottenere la cittadinanza “se avranno frequentato regolarmente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica”.
E ancora, i ragazzi arrivati in Italia tra i 12 e i 18 anni potranno avere la cittadinanza dopo aver risieduto legalmente in Italia per almeno sei anni e “aver frequentato un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo”.
Le differenze per gli Over 20
Il ddl sulla riforma della cittadinanza italiana, dopo il suo passaggio in Aula, è uscito invece modificato per quello che riguarda i richiedenti nati in Italia o arrivati nel nostro paese prima dei 12 anni e che abbiano superato i venti anni dopo l’approvazione delle nuove norme sulla cittadinanza.
Il nuovo testo infatti allunga da 60 giorni a 6 mesi il tempo a disposizione del Ministero dell’Interno per rilasciare il nulla osta.
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