Furbetti del cartellino, respinta la prima impugnazione di licenziamento

Sanremo, i ‘furbetti del cartellino’ perdono il posto e anche il ricorso in tribunale

Il giudice del lavoro del tribunale di Imperia ha dato ragione al Comune di Sanremo bocciando la richiesta di annullamento del licenziamento di uno dei dipendenti ‘furbetti’

A fine 2015 aveva fatto molto scalpore la vicenda dei ‘furbetti del cartellino’ al Comune di Sanremo e ora arriva una sentenza che scrive un altro capitolo importante.

Il giudice del lavoro Enrica Drago, del tribunale di Imperia, ha respinto infatti la richiesta di annullamento del licenziamento presentata dagli avvocati di Maurizio Bolla, uno dei 32 dipendenti coinvolti nell’inchiesta portata avanti dalla Guardia di finanza e che ha fatto piazza pulita nella sede del Comune Sanremese.

Bolla, dipendente che lavorava all’ufficio notifiche, non potrà riprendere il suo posto di lavoro e dovrà anche accollarsi il pagamento delle spese giudiziarie, pari a 3.713 euro, anche se entro 30 giorni potrà presentare ricorso.

Una sentenza importante perché ci sono almeno altri tre ex dipendenti del Comune di Sanremo che hanno presentato ricorso contro il provvedimento del licenziamento anche se i loro casi devono arrivare a sentenza.

La linea difensiva degli avvocati che si occupano dei loro casi ha cercato anche di coinvolgere Concetta Orlando, segretario generale e dirigente del personale in Comune, quindi anche alla guida dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari.

licenziamento

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Un ruolo che secondo i legali non sarebbe compatibile, ma che invece è stato riconosciuto come legittimo dal giudice Drago in base alla legge 190/2012 che non vieta la sovrapposizione dei due ruoli.

Inoltre il giudice ha rilevato come l’inchiesta non sia nata in Comune ma in base ad un’autorizzazione della Procura che ha incaricato la Guardia di Finanza e il controllo sui dipendenti “non aveva ad oggetto l’esercizio delle prestazioni lavorative in quanto tali, ma la verifica dell’uso fraudolento dei sistemi di rilevamento della presenza, e quindi la violazione di obblighi extracontrattuali penalmente rilevante”.

È stata anche respinta la tesi dell’inutilizzabilità della documentazione raccolta nel corso dell’indagine perché l’amministrazione comunale non avrebbe potuto disporre i controlli grazie alle telecamere utilizzando un soggetto esterno.

Approfondimenti

Timbratura del cartellino e reato di truffa

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(dall’Operazione Stachanov o Stakanov di Sanremo)

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