Cosa fare se il lavoratore domestico non torna dalle ferie

Cosa fare se il domestico non torna a lavoro dopo le vacanze

Il diritto al riposo è un diritto sacrosanto per tutti i lavoratori, acquisito dopo innumerevoli lotte: questo vale ovviamente anche per il lavoratore domestico.

Cosa fare però in caso in cui, ad esempio, un lavoratore domestico non torni dalle ferie? Cosa succede se il lavoratore domestico non fa ritorno al posto di lavoro dopo le vacanze estive o altre ferie, ad esempio quelle trascorse al proprio paese di origine?

In questo caso, ci sono in gioco diverse questioni relative ad obblighi e diritti dei lavoratori.

Se un lavoratore domestico non fa ritorno al posto di lavoro dopo le vacanze, siano esse estive o meno, la situazione è paragonabile a quella di un lavoratore che dopo il periodo di assenza viene meno all’obbligo giuridico (sancito dal contratto col datore di lavoro) di presentarsi sul luogo di lavoro.

La situazione può assumere diverse sfumature. In primis, il lavoratore domestico potrebbe palesare al datore di lavoro la volontà di non tornare al luogo di lavoro: in questo caso, si potrebbe parlare di dimissioni.

Tuttavia è necessario che le dimissioni del lavoratore domestico siano sempre formalizzate, per una questione di sicurezza e correttezza: è bene quindi esigere una documentazione scritta nella quale si evinca che il lavoratore domestico non intende tornare a lavoro e che si vuole dimettere.

Sarà altresì necessario rispettare l’eventuale preavviso che è previsto dalla documentazione del contratto collettivo o dal contratto sottoscritto fra le parti.

Se invece il lavoratore domestico non fa ritorno al lavoro dopo le ferie senza alcuna giustificazione e senza presentare la lettera di dimissioni nei termini, allora la questione è diversa: in questo caso il datore di lavoro, con preavviso (se previsto dal contratto o dalla legge) o senza (come nel caso di giusta causa) può procedere a licenziare il lavoratore.

Il datore di lavoro però può anche scegliere semplicemente di aprire una contestazione disciplinare nei confronti del lavoratore domestico.

Il licenziamento per giusta causa: come procedere

Il licenziamento per giusta causa di un lavoratore domestico che non fa ritorno dalle ferie può avvenire per mezzo di:
• una comunicazione da parte del datore di lavoro, come una raccomandata a/r con la quale il datore di lavoro chiede la giustificazione dell’assenza entro un termine (in modo da permettere anche al lavoratore domestico di fornire eventuali chiarimenti);
• il licenziamento per giusta causa diretto, che è possibile in caso di inadempimento grave come quello del lavoratore domestico che non si presenta sul luogo di lavoro senza avere una valida giustificazione. La cessazione del rapporto di lavoro va comunicata all’INPS entro 5 giorni anche attraverso modalità online o con app INPS Mobile ovvero per mezzo di chiamata telefonica ai numeri INPS o per mezzo degli intermediari dell’istituto.

In ogni caso è bene tenere presente che quando il rapporto di lavoro si risolve, anche per giusta causa, bisogna comunque rispettare alcuni dettami, ad esempio potrebbe essere necessario riconoscere al lavoratore domestico la monetizzazione delle ferie, il TFR, la tredicesima e via dicendo.

Si ricorda che il lavoratore domestico può essere licenziato anche “ad nutum” (che significa letteralmente “ad un cenno”).

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