Guida alle dimissioni online dal lavoro

Dimissioni telematiche: tutte le info a riguardo

In un rapporto di lavoro, le dinamiche che si creano tra datore di lavoro (il quale appare sempre, seppur erroneamente, vincente) e dipendente sono molto complesse.

L’ordinamento italiano si è impegnato nel corso del tempo ad attenuare le enorme disparità esistenti tra i due, ad esempio, abolendo le dimissioni in bianco che un tempo i lavoratori firmavano e che veniva compilata poi dal datore quando lo riteneva più giusto per le sue esigenze.

Onde evitare quindi situazioni del genere e in più assecondando anche il cambiamento sociale e l’avanzamento tecnologici nuovi strumenti di interruzione del rapporto lavorativo sono stati introdotti in Italia.

Tra questi le dimissioni telematiche hanno un loro valore e un posto speciale.

Ma come si danno le dimissioni in via telematica ?

A spiegarlo c’è un Decreto Ministeriale che ne illustra la portata in maniera dettagliata.

Cosa sono le dimissioni telematiche

Sui generis le dimissioni rappresentano l’atto di recesso esercitato dal lavoratore che non intende proseguire il suo rapporto di lavoro. A partire dal marzo 2016, le dimissioni volontarie possono essere effettuate esclusivamente attraverso una semplice procedura online.

Procedura a cui si può avere accesso collegandosi al sito web del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il Decreto Ministeriale che si è occupato della disciplina ha indicato non solo il modulo da compilare per la dimissione ma anche eventualmente il modulo di revoca, gli standard, le regole tecniche per la compilazione del modulo e per la sua trasmissione al datore di lavoro e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro territorialmente competente.

Come si applica il recesso unilaterale

In virtù della nuova legge, se rassegnate diversamente dalla procedura telematica, le dimissioni risultano inefficaci.

Il che vuol dire niente più lettera cartacea consegnata a mezzo posta o di persona, altrimenti si rischia che l’interruzione del rapporto lavorativo non abbia reale valore.

Tuttavia, capita ancora oggi che i lavoratori, ignari di questo nuovo strumento a loro vantaggio, tendano ancora ad inviare la classica lettera in modalità tradizionale.

Sarebbe correttezza del datore di lavoro dunque invitare il proprio dipendente a rettificare le dimissioni, seguendo la procedura telematica.

Questa nuova norma comunque non si applica in alcuni casi, quali cioè

  • lavoro domestico;
  • Risoluzione trattata in sede di conciliazione stragiudiziale;
  • Dimissioni convalidate presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro territorialmente competente;
  • Dimissioni nelle pubbliche amministrazioni.

La procedura online di dimissioni

Per trasmettere le dimissioni dal rapporto di lavoro in modalità telematica si può sia seguire la procedura in autonomia sia rivolgendosi agli enti preposti quali cioè patronati, organizzazioni sindacali, commissioni di certificazione dei contratti di lavoro, enti bilaterali, consulenti del lavoro e sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Per fare la trafila procedurale in autonomia il lavoratore dimissionario deve avere il Pin dispositivo dell’Inps oppure lo Spid.

Il Pin rappresenta un codice identificativo personale che l’Inps dà a tutti colori che sono registrati presso di esso.

Lo Spid, invece, è il Sistema pubblico di identità digitale, ossia, un mezzo identificativo valido per tutti coloro che svolgono operazioni online.

Tra i dati da indicare nel modulo ce ne sono alcuni che il sito dell’INPS andrà ad inserire meccanicamente in base all’archivio dati, ed altri invece che vanno messi manualmente dal diretto interessato.

Questo vale ad esempio per alcune informazioni concernenti il datore di lavoro quali cioè:

  • il codice fiscale;
  • il comune della sede di lavoro;
  • l’indirizzo email o pec aziendale.

Dopo aver compilato i campi necessari, la procedura porterà al secondo step, in cui l’INPS chiederà di indicare se si tratta di dimissioni volontarie, di dimissioni per giusta causa, di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro od anche di revoca di una precedente comunicazione di dimissioni/risoluzione consensuale del rapporto.

Dopo aver confermato tutti i dati, il modello online viene salvato in formato PDF e sarà inviato in automatico al datore di lavoro all’indirizzo di posta elettronica e/o di posta certificata indicati nel form di compilazione.

La comunicazione verrà inviata in automatico anche all’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente.

Mentre sta operando, il dipendente può decidere pure di fare dietrofront annullando la procedura. In tal caso, il form online non si elimina ma finisce in una sorta di archivio bozze, viene salvato ed associato ad un codice identificativo e alla marca temporale.

La revoca delle dimissioni telematiche: è possibile?

Stando al contenuto del predetto Decreto Ministeriale, le dimissioni e la risoluzione consensuale dal rapporto di lavoro inviate telematicamente possono essere revocato. Il tutto entro sette giorni dall’invio.

Qualora infatti il lavoratore si ravveda di quanto fatto, non deve fare altro che ricollegarsi nuovamente al sito e ripetere la stessa procedura per esperire la revoca.

L’unica differenza dall’iter spiegato prima è che nella pagina dedicata al tipo di comunicazione, il lavoratore non dovrà barrare la casella “dimissioni volontarie” o ”risoluzione consensuale del rapporto di lavoro”, ma sopra spuntare la dicitura “revoca”.

Il diritto alla revoca è previsto per dare la possibilità al lavoratore di riflettere bene sulle scelte fatte, anche in vista del fatto che oggi come oggi può risultare difficile riuscire a trovare lavoro.

Guida a cura dello Studio Legale

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