Infortunio badante chi paga

Infortunio durante lavoro domestico: a chi spetta pagare?

Gli infortuni sul luogo di lavoro, lo si sa, purtroppo a volte possono capitare

Questo vale anche per il lavoro domestico, che consiste in quella tipologia di lavoro per cui un soggetto presta l’opera per le necessità della vita familiare del suo datore di lavoro: si pensi a badanti, baby sitter, collaboratori domestici e via dicendo.

In Italia sono quasi un milione le persone che svolgono che questo tipo di attività lavorativa che quindi è di fondamentale importanza.

In caso di infortunio durante lo svolgimento del lavoro domestico, a chi spetta a pagare?

Quali sono le regole imposte dalla legge per il caso dell’infortunio durante il lavoro domestico al danno di un collaboratore domestico, colf, badante e via dicendo?

Ovviamente stiamo considerando il caso del lavoratore domestico che lavori in piena legalità. Questo avviene quando il datore di lavoro comunica, secondo la normativa, all’Inps l’inizio del rapporto di lavoro attraverso gli appositi canali.

In questo caso, quando si verifica un infortunio nel corso del lavoro domestico, il lavoratore viene tutelato grazie alla presenza dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori, l’Inail.

Ma ciò avviene solamente se il lavoratore è sottoposto ad un contratto di lavoro regolare, sottoscritto tra le parti, e non solo. Perché lavoratore domestico possa ottenere l’indennità per infortunio avvenuto nel corso del suo lavoro, deve anche farsi rilasciare un apposito certificato medico, che viene rilasciato dal medico del pronto soccorso, e che chiarisce che l’infortunio è occorso durante lo svolgimento del rapporto di lavoro.

Attenzione: il certificato del medico deve riportare che si tratta di infortunio sul lavoro (non di malattia) e questo deve essere chiarito nel dettaglio, per poter godere dell’indennità da infortunio che viene corrisposta dall’INAIL.

Il collaboratore domestico deve consegnare la documentazione prima possibile al datore di lavoro.

Spetta quindi al datore di lavoro effettuare la denuncia di infortunio all’Inail, entro due giorni dalla ricezione del certificato medico che prova l’infortunio, se l’infortunio non è guaribile entro tre giorni.

Il modulo da compilare (si tratta in particolare del modulo 4 bis R.A.) si trova sul sito web dell’Inail, e va trasmesso dal datore di lavoro con raccomandata o con PEC alla sede competente per territorio, senza dimenticare di allegare anche il certificato di infortunio.

Chi paga l’indennità da infortunio al lavoratore domestico?

Se l’infortunio è di lieve entità, guaribile entro tre giorni, allora non c’è alcun obbligo di denuncia perché l’Inail eroga l’indennità solamente a partire dal quarto giorno.

Nei primi tre giorni di infortunio il datore di lavoro deve corrispondere il 100% della retribuzione al lavoratore: a partire dal quarto giorno, la retribuzione viene invece è corrisposta dall’Inail.

Ma a quanto ammonta l’indennità da infortunio corrisposta dall’Inail?

L’indennità e del 60% della retribuzione per i primi 90 giorni di infortunio, ed è il 75% della retribuzione al 91º giorno dall’infortunio.

Al personale domestico spetta anche la quota sostitutiva di vitto e alloggio per ogni giorno di infortunio, se non è degente in ospedale o se non è degente presso il datore di lavoro.

Guida a cura dello Studio Legale

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