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Mobbing orizzontale tra colleghi, come difendersi

avvocato Angelo Massaro 3

Cosa fare in caso di mobbing

Il termine mobbing ha derivazione dal verbo inglese “to mob” che vuol dire molestare. E infatti viene usato per descrivere dei comportamenti vessatori, di persecuzione, reiterati nel tempo, il cui scopo è quello di emarginate un soggetto e indurlo alle dimissioni

Quando si può parlare di mobbing

Si parla di mobbing, qualora sussistano dei comportamenti, dei requisiti considerati dalla legge come persecutori. Innanzitutto la vittima deve essere stata coinvolta in più episodi vessatori che durino da almeno sei mesi (in caso di episodi isolati, questi ultimi non saranno considerati malevoli).

L’evento lesivo è un altro elemento caratteristico: in sostanza la vittima deve avvertire delle mancanze fisiche e mentali come palpitazioni o depressione.

In terzo luogo ci vuole una relazione intercorrente tra le vessazioni e il danno alla salute (quello che la legge chiama nesso di causalità). Infine ci deve essere l’intenzione di chi attua questi comportamenti persecutori a voler fare del male alla vittima.

Come si riconosce: mobbing orizzontale tra colleghi

Sebbene gli elementi distintivi del mobbing siano ben chiari, non è facile riconoscere una simile persecuzione. E non è certo un caso che il lavoratore si accorga sempre in ritardo di essere vittima di questa sorta di “terrorismo psicologico”.

In particolare il mobbing orizzontale, ovvero quello tra colleghi, si riconosce nel momento in cui una persona in gamba che può fare carriera viene messa sotto torchio da uno o più colleghi, i quali, si accanisce ingiustamente nei suoi confronti.

Inizia così un inferno fatto di rimproveri, maltrattamenti, aggressioni verbali, provocazioni, insulti, ecc. Lo scopo è molto semplice, sminuire il più bravo agli occhi del datore, affinché sconfitto il collega malcapitato decida di andar via.

Non tarderanno ad arrivare i primi segni di malessere in quel lavoratore che si vede tartassato di continuo. La reazione potrebbe essere differente a seconda che si tratti o meno di una persona emotiva che somatizza le altrui angherie.

In caso di problemi grandi, il lavoratore dovrebbe chiedere aiuto, anche a familiari o amici, onde evitare di sviluppare pensieri suicidi oppure omicidi. Purtroppo in alcuni casi la strada migliore sembra essere per tutti le dimissioni e abbandonare il lavoro.

Mobbing verticale

Dicesi (contrariamente a quello poc’anzi visto) mobbing verticale, l’insieme di atti vessatori che viene attuato direttamente dal datore di lavoro o dal superiore gerarchico nei riguardi di uno o poi dipendenti. In entrambi i casi, lo scopo è identico: emarginare il lavoratore, mortificarlo e indurlo ad andar via.

Come tutelarsi dal mobbing da parte di colleghi

Se ti trovi in questa tipica situazione e i requisiti poc’anzi elencati esistono tutti, è giunto il momento di correre ai ripari. Per i lavoratori vessati sono nati infatti dei centri anti-mobbing dove ci sono persone qualificate pronte ad assisterti dal punto di vista legale e psicologico.

Al contempo ci si potrebbe rivolgere ad un avvocato capace di indirizzare la vittima verso la strada migliore, anche perché, se dal mobbing sono derivati danni (fisici o psichici), il lavoratore ha tutto il diritto di chiedere il risarcimento.

Quest’ultimo addirittura può essere fatto valere sia in sede civile (in tal caso, è necessario depositare un ricorso in tribunale territorialmente competente) che in sede penale (quando ad esempio si sono verificate situazioni di minacce o diffamazione. In tal caso si può sporgere una denuncia-querela alla polizia o ai carabinieri e costituirti parte civile in un eventuale processo).

Ovviamente per richiedere il risarcimento, la vittima deve poter dimostrare come dal mobbing sia dipeso il danno subito. Dovrà dunque munirsi di certificati medici, i testimoni, ecc. E’ comunque  compito del giudice quello di valutare, sulla base delle prove raccolte, il carattere vessatorio di detti comportamenti e la loro relazione con il danno sofferto dalla vittima.

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