Protestati e cancellazione dal registro dei protesti

Cosa significa essere protestati e come lo si diventa

Oggi come oggi il termine “soggetti protestati” è abbastanza ricorrente, per cui può essere utile comprendere che cosa significhi essere protestati, e come lo si diventa.

I soggetti protestati sono coloro che non possono onorare il pagamento di un debito che sia stato corrisposto in forma di titolo di credito, cioè come assegno, cambiale e via dicendo.

Se il titolo di credito viene protestato (cosa che può avvenire laddove per esempio la banca rifiuti il pagamento dell’assegno al creditore) il creditore viene autorizzato a compiere un atto di protesto, che porterà il debitore ad essere iscritto al cosiddetto “registro dei protesti” visibile a tutti.

Ma vediamo meglio come si pone la questione dei soggetti protestati.

L’atto di protesto

L’atto di protesto assume le forme dell’atto pubblico ed ha la stessa valenza del decreto ingiuntivo, può quindi fondare una pronuncia di condanna.

D’altronde, l’assegno o la cambiale protestata sono titoli “esecutivi”, cioè grazie ad essi il creditore può subito chiedere al giudice un’azione esecutiva volta al pignoramento di beni oppure di crediti per ottenere soddisfazione del mancato accredito.

L’atto di protesto viene effettuato dal creditore, il quale richiede all’Ufficiale Giudiziario di prendere atto del mancato pagamento da parte del debitore.

Prima di iscrivere ufficialmente il nome del debitore al Registro dei Protesti, gli viene data la possibilità di pagare: viene inviato al suo domicilio un pubblico ufficiale per riscuotere il dovuto, ma laddove il debitore non paghi, allora l’atto di protesto diventa ufficiale ed egli entra a far parte dei soggetti protestati.

L’iscrizione al registro dei soggetti protestati

Il registro dei protesti è un pubblico registro gestito dalle Camere di Commercio del territorio dove si ha la residenza.

Lo scopo del registro è quello di fare in modo che chiunque abbia a che fare con soggetti protestati possa scegliere se relazionarsi economicamente e in affari con questi ultimi, conscio del fatto che in passato non hanno adempiuto ai loro debiti.

E’ abbastanza evidente che l’iscrizione del proprio nome al registro dei protesti è un fatto molto deleterio innanzitutto per la propria stabilità economica, perché comporta effetti negativi sul piano professionale, economico, e della credibilità individuale.

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Per questo motivo, se si fa parte del novero dei soggetti protestati, è bene adoperarsi per ottenere la cancellazione dal registro. Vediamo come è possibile farlo.

Ottenere la cancellazione dal registro dei protesti

Per farsi cancellare dai registro de protesti, il primo passo da fare è quello di adempiere alla propria obbligazione (che rimane sempre valida). Se entro 12 mesi dall’iscrizione si ha adempiuto al pagamento (e agli interessi e spese correlate), infatti, il proprio nome viene cancellato dalla lista dei soggetti protestati.

Si può richiedere la cancellazione dal registro anche in caso di protesto non legittimo. In questo caso, se si è stati iscritti per errore, bisogna eccepire l’errore stesso e dimostrare che in realtà l’adempimento è avvenuto e che, appunto, si è trattato solo di un errore.

Anche nel caso in cui si sia stati riabilitati dal tribunale è possibile richiedere la cancellazione del proprio nominativo dal registro dei protesti.

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Una risposta

  1. Novembre 19, 2016

    […] volta decorso inutilmente il termine di 10 giorni, il creditore, in possesso di titolo cambiario protestato, ha il diritto di rivolgersi ad un ufficiale giudiziario al fine di ottenere il pignoramento dei […]

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