Riforma costituzionale 2016

Riforma Costituzionale: ecco il progetto di cambiamento

Domenica 4 dicembre 2016 il popolo italiano è chiamato alle urne per decidere se approvare o meno la riforma costituzionale così come formulata dal Governo. Vediamo in che cosa consiste questa riforma ed i suoi punti salienti.

La fine del bicameralismo perfetto

Uno dei tratti salienti della riforma costituzionale consiste nella fine del bicameralismo perfetto. Il Senato cambierebbe radicalmente: conserverebbe il suo nominativo di Senato della Repubblica, ma verrebbe composto da 95 membri eletti da consigli regionali (che sarebbero 21 sindaci, e 74 consiglieri) e cinque nominati direttamente dal Presidente della Repubblica. Tutti resterebbero in carica per sette anni ed avranno competenza legislativa solo in specifiche materie, come riforme e leggi costituzionali.

Come abbiamo visto, i 95 senatori saranno divisi fra le regioni in funzione della popolazione.

L’articolo due del decreto prevede inoltre che i senatori vengano indicati direttamente dai cittadini al momento dell’elezione dei consigli regionali. Saranno i consigli, una volta insediati, a ratificare la votazione fatta dai cittadini.

Altro fattore importante è la durata della carica dei nuovi senatori: essi rimangono in carica seguendo la durata del mandato territoriale. Questo significa che il Senato sarà in continuo cambiamento, rinnovando i membri anche più volte nell’arco della stessa legislatura. Resta il regime dell’immunità per i senatori.

I senatori a vita cambiano radicalmente: non resteranno più tali, ovvero “a vita”, ma dureranno in carica sette anni.

La Camera dei deputati

La Camera dei Deputati rimarrà l’unica a votare la fiducia. I deputati rimarranno 650, e saranno eletti a suffragio universale.

Una delle modifiche più importanti è quindi il fatto che il Senato non avrebbe più parte nella produzione delle leggi ordinarie: viene meno il meccanismo della navetta parlamentare. Il Senato può comunque chiedere alla Camera di modificare le leggi ordinarie, ma la Camera non sarebbe tenuta a seguire la richiesta.

Il presidente della Camera (e non più quello del Senato) diventerà la seconda carica dello Stato.

Il Presidente della Repubblica: cosa cambia

Cambia anche l’elezione del Presidente della Repubblica. La riforma infatti prevede che il capo dello Stato venga eletto dai componenti della Camera e del Senato. Per i primi quattro scrutini, è richiesto il due terzi dei componenti, dal quinto scrutinio i tre quinti.

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riforma costituzionale 2016 : REFERENDUM

La legge elettorale e la giustizia

Verrebbe anche introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali. A richiesta di un quarto dei componenti della Camera è possibile sottoporre preventivamente alla Consulta l’analisi della legittimità costituzionale della legge elettorale.

Cambia anche l’elezione di alcuni dei 15 giudici che vanno a formare la Corte Costituzionale: 3 saranno eletti dalla camera, 2 dal Senato.

Dopo la legge costituzionale 3/2001, si cambia ancora

La riforma vuole motivare anche alcuni punti della legge costituzionale 3/2001 attuativa del c.d. “decentramento amministrativo” In pratica la Camera potrà approvare leggi anche nel campo di competenza delle Regioni se la necessità è motivata da tutela dell’unità economica e giuridica o dell’interesse nazionale.

Le province verranno abolite, trasformate in un ente di secondo livello. Sostanzialmente verranno trasformate in un organismo esecutivo, composto dai sindaci.

Abolizione del CNEL

La riforma costituzionale prevede anche l’abolizione del CNEL, l’organismo formato da 64 consiglieri e dal presidente, rappresentanti di categorie produttive, di lavoratori, esperti della cultura economica.

Come cambiano i referendum

Per i referendum, rimane intatta la soglia delle 500mila firme per presentare un quesito. Se i promotori raccolgono più di 800mila firme, il quorum si abbassa: viene calcolato sul numero dei votanti dell’ultimo referendum. Basta raggiungere la metà di questi ultimi voti per l’approvazione del quesito.

Si introducono anche i referendum propositivi, non più solo quelli abrogativi.

In realtà uno strumento, quello della proposta di legge, esiste già per permettere la partecipazione del popolo al processo legislativo, ma le Camere non lo prendono in considerazione.

Piuttosto, con il referendum il numero delle firme per una proposta di legge popolare salgono da 50mila a 150mila.

Approfondimento : testo riforma costituzione pdf – referendum 2016

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