Rifornimento errato, chi paga ?

Benzina al posto del gasolio, il risarcimento danni

Può capitare di sbagliare il carburante da fare all’auto: per esempio, rifornire di benzina un’auto che va a diesel. Nel caso in questione, a rimetterci è il motore della vettura, ma anche il nostro portafogli, considerando quanto costa oggi rifornire l’auto.

Siccome errori del genere possono capitare e possono costare cari, è bene chiarire fin da subito di chi sia la responsabilità del danno.

Ovviamente se a sbagliare siamo stati noi, per esempio in un attimo di distrazione abbiamo fatto benzina al posto del diesel o viceversa, non potremo incolpare nessun altro di questo errore.

Ma la questione cambia, anche giuridicamente, se a sbagliare è il benzinaio

Laddove il tappo del serbatoio riporti in maniera esplicita il tipo di carburante che occorre, e l’errore sia del benzinaio, è possibile fare causa al gestore dell’impianto.

Infatti la legge prevede che la responsabilità di controllare il prodotto che si trova nella pompa e di segnalarlo correttamente al cliente grava proprio sul benzinaio.

Il Codice del Consumo prevede che l’automobilista sia catalogato come consumatore, mentre il rifornimento è un contratto di vendita di beni di consumo.

Proprio per questo motivo, il gestore dell’impianto, che è il venditore nel contratto, è obbligato a consegnare al cliente (consumatore) i beni conformi rispetto al contratto di vendita. Ogni difetto di conformità al momento della consegna del bene è sua responsabilità.

Dato che il contratto di consumo in questione prevede che il cliente si rifornisca del carburante richiesto dalla macchina, se la segnalazione sulla pompa è errata la responsabilità è del gestore.

Ovviamente il cliente deve poter dimostrare di essersi rifornito ad una determinata pompa e quindi è importante consegnare la ricevuta del benzinaio.

Ma che cosa dovrà risarcire, laddove fosse appurata la sua responsabilità, il gestore della pompa?

Il gestore sarà tenuto a risarcire sia il danno emergente, che concretamente consiste nell’eventuale danno al motore causato all’auto per aver immesso del carburante errato; sia il c.d. ‘lucro cessante’, cioè il danno che subisce il cliente per l’essere tenuto a mantenere fermo il mezzo finché esso venga riparato.

In particolare il lucro cessante consiste, nel caso in questione, di due elementi:

  • le spese sostenute dal proprietario del veicolo nonostante il mezzo sia fermo, ed il deprezzamento del mezzo mentre restava in officina: queste spese vengono valutate dal giudice in via equitativa, anche laddove non ci sia prova specifica;
  • ogni altra voce di danno che sia collegata al fatto di aver mantenuto fermo il veicolo (es. impossibilità di andare al lavoro, o l’aver dovuto rinviare un viaggio).

Queste voci di spesa, al contrario di quelle di cui sopra, devono essere provate singolarmente dal cliente, se si vuole ottenere il risarcimento.

avvocati studio legale Imperia Sanremo

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