Rimborso della tassa permesso di soggiorno, il Consiglio di Stato

A sorpresa il Consiglio di Stato accetta la richiesta provvisoria di sospendere l’efficacia della sentenza del Tar del Lazio che aveva abolito della tassa sul permesso di soggiorno: di conseguenza per il prossimo mese, e forse anche qualcosina di più, si tornerà a pagare il tributo, di ammontare variabile tra 80 e 200 euro, per la emissione e il rinnovo del permesso di soggiorno.

La telenovela della tassa sul permesso di soggiorno, dunque, si arricchisce di una nuova puntata e già ci rimanda alla prossima, fissata per il 13 ottobre 2016, nella quale i giudici del Consiglio di Stato dovranno decidere se confermare il Decreto che sospende l’efficacia della sentenza del Tar del Lazio che ha dichiarato la disapplicazione dell’imposta per contrarietà ai trattati EU, oppure, a sua volta, annullarlo.

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Vediamo, tuttavia, di fare un breve riassunto dell’excursus sino alla data odierna.

Come già abbiamo avuto modo di spiegarvi in passato, la battaglia per la tutela dei diritti degli immigrati, portata avanti dal patronato Inca e da Cgil in sede europea ha portato a un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, la quale ha dichiarato iniquo il tributo in quanto sproporzionato e di conseguenza contrario ai trattati EU.

Il Governo italiano, però, nonostante il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea ha fatto orecchie da mercante, lasciando inalterato il tributo. Nuovamente il patronato Inca e Cgil si sono viste costrette a ricorrere alla giustizia, questa volta quella italiana, forti del pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, per ottenere la dichiarazione di disapplicazione delle norme italiane che istituivano la tassa del permesso di soggiorno.

In tal senso lo scorso maggio il TAR del Lazio ha dichiarato illegittimo il tributo, perché sproporzionato e non in linea con le norme europee, accogliendo dunque il ricorso presentato. Per effetto di tale sentenza, dunque, gli extracomunitari richiedenti permesso di soggiorno sono stati liberati dal pagamento del tributo, come lo stesso Ministero dell’Interno ha dovuto riconoscere, incaricando le Questure di lavorare comunque anche quelle pratiche che erano prive dell’attestato di pagamento di detta tassa.

tassa permesso di soggiorno

permesso di soggiorno : il rimborso è possibile ?

Rimaneva aperta, invece, la questione del rimborso delle tasse sul permessi di soggiorno percepite indebitamente dal Ministero, questione che non era ancora stata affrontata e il cui ammontare per lo Stato si stima in circa mezzo miliardo di Euro. Nel frattempo, però, l’avvocatura dello Stato ha presentato un ricorso in Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR del Lazio di maggio, richiedendo peraltro che l’esecutività della stessa venisse provvisoriamente sospesa, vista “l’estrema gravità delle ripercussioni sul piano operativo e finanziario”.

E così giungiamo, come detto in apertura, al capitolo odierno della telenovela, nel quale il Presidente della terza sezione del Consiglio di Stato, dott. Luigi Maruotti, per mezzo di un proprio Decreto, ha disposto la sospensione dell’esecutività della sentenza.

Va precisato che questo non significa che il Consiglio di Stato abbia preso posizione rispetto la correttezza o meno della sentenza del TAR del Lazio, trattandosi di un decreto d’urgenza emesso solamente, come richiesto del resto, per evitare allo Stato gravi ripercussioni sul piano operativo e finanziario. Il Decreto, peraltro, è stato emesso inaudita altera parte, ovvero senza ascoltare le ragioni del patronato Inca e di Cgil, che verranno sentite il prossimo 13 ottobre 2016.

In tale occasione, dunque, il Consiglio di Stato deciderà se confermare il Decreto del Presidente della Terza Sezione oppure no. Il prossimo mese, quindi, sapremo se nuovamente questo tributo sparirà o se rimarrà in applicazione, ma senza mettere la parola fine alla vicenda. Il Consiglio di Stato, infatti, dovrà poi analizzare nel merito, nel corso dei mesi a venire, la questione e decidere se la sentenza del TAR del Lazio fosse corretta o meno.

Non si sa, per il momento, quale sia il destino dei tanti immigrati che hanno presentato da maggio 2016 ad oggi la richiesta di permesso di soggiorno, o la richiesta di rinnovo dello stesso, senza allegare il pagamento del contributo da 80 a 200 euro.

Verrà accettata comunque? Verrà rigettata? Verrà fissato un termine per l’integrazione della stessa con la ricevuta di pagamento del contributo?

Tutte queste domande potranno trovare soluzione solamente per voce del Ministero dell’Interno, il quale, al momento, non ha ancora comunicato alcunché. Prima del pronunciamento del Consiglio di Stato previsto per il prossimo 13 ottobre, dunque, ci sarà una ulteriore puntata di questa telenovela tutta italiana.

Aggiornamento : le nuove istruzioni del Ministero dell’Interno riguardo la tassa sul permesso di soggiorno.

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