Sanatoria immigrati 2020, novità

Migranti in Italia, il governo pensa ad una sanatoria

Il ministero dell’Interno, Luciana Lamorgese, apre alla possibilità di regolarizzare in un colpo solo almeno 400mila immigrati che ora sono irregolari. Vediamo come funziona

Il governo sta valutando l’ipotesi per una regolarizzazione degli stranieri presenti in Italia, ma solo davanti ad una condizione precisa, quella che possano dimostrare di avere un regolare contratto di lavoro.

Lo ha confermato nelle ultime ore Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno che ha preso il posto di Matteo Salvini e che era stata sollecitata da un’interrogazione specifica di Riccardo Magi, deputato di +Europa.

Una risposta arrivata dopo che, già il 23 dicembre scorso, approvando la nuova Legge di bilancio il governo aveva aperto alla possibilità di una sanatoria.

In pratica quando lo straniero irregolare firma il contratto, il suo datore di lavoro pagherà un contributo forfettario e scatterà il rilascio del permesso di soggiorno per il lavoratore.

Una riforma importante perché potrebbe coinvolgere almeno 400mila persone oggi presenti in maniera irregolare nel nostro Paese come ha ricordato Magi.

In concreto significherebbe far entrare nelle casse dello Stato circa 1 miliardo di euro di gettito fiscale e oltre 3 miliardi di maggiori contributi previdenziali.

E lo stesso deputato ha accolto con apprezzamenti l’apertura da parte della ministra augurandosi però che la manifestazione della volontà si trasformi presto in un progetto concreto.

Basterebbe, in fondo, prendere spunto dalla proposta di legge d’iniziativa popolare “Ero straniero” che è attualmente in discussione in commissione Affari costituzionali alla Camera.

Una proposta in realtà già presentata alla fine di ottobre del 2017 e per ora ferma alla Camera. Prevede, in concreto, l’abrogazione del decreto flussi e nuovi sistemi di ingresso dei lavoratori stranieri in Italia ogni anno.

Come funzionerà la regolarizzazione degli stranieri

In particolare sono tre i canali previsti. Il primo mette al centro l’attività di intermediazione portata avanti da soggetti istituzionali autorizzati nel campo del lavoro.

Sono ad esempio le Camere di commercio e i Centri per l’impiego attraverso i quali passa il contatto tra la domanda e l’offerta di lavoro. A quel punto il lavoratore sarà autorizzato all’ingresso in Italia e gli viene rilasciato un permesso di soggiorno destinato alla ricerca di lavoro.

Il secondo canale invece è rappresentato da una ‘sponsorizzazione‘ da parte sia di soggetti pubblici (come regioni, enti locali, associazioni no-profit, sindacati) che privati, al lavoratore straniero.

Funziona stabilendo la garanzia di risorse finanziarie proporzionate, dando anche la disponibilità di un alloggio per il periodo di permanenza sul territorio.

E saranno agevolati in primis quelli che abbiano già avuto precedenti esperienze lavorative in Italia o frequentato corsi di lingua italiana o di formazione professionale.

Infine l’ultima via è dedicata agli stranieri già presenti nel territorio italiano. Se sussistono le condizioni per dimostrare l’effettiva presenza e integrazione nel nostro Paese, verrà anche riconosciuto il permesso di soggiorno per un’integrazione di due anni.

Il permesso di soggiorno può essere rinnovato soltanto qualora l’interessato abbia svolto in quel periodo una attività lavorativa o abbia comunque partecipato a misure di politica attiva del lavoro.

Decreti sicurezza, in arrivo le riforme del governo

Il ministro Lamorgese ha pronto un pacchetto di modifiche sostanziali ai decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini. Torna il permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Sul tavolo del secondo governo Conte c’è un tema caldissimo che nelle prossime settimane avrà un’accelerata: è quello della riforma per i decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini che fino all’estate scorsa era il titolare al Ministero dell’Interno.

Proprio chi si è insediata dopo di lui come ministro, Luciana Lamorgese, ha messo nel mirino fin da subito una radicale modifica per cancellare o almeno cambiare drasticamente i due decreti Salvini.

A spingere sull’acceleratore della cancellazione è soprattutto il Pd che la sempre considerati solo propagandistici.

In realtà però il pacchetto di nuovo riforme, che il ministro Lamorgese ha pronto da fine 2019, entro la metà di febbraio al massimo dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri.

In ballo ci sono diverse opzioni sul tavolo che partono da una riforma minima anche se sostanziale, per allargarsi ad una modifica quasi totale dei decreti sicurezza, forti anche dell’appoggio ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel nuovo testo, secondo le indiscrezioni, verrebbe introdotto di nuovo il permesso di soggiorno per motivi umanitari che era stato cancellato dal primo decreto Salvini.

Ma non è tutto, perché nel pacchetto potrebbe essere compresa anche la regolarizzazione dei lavoratori stranieri già presenti in Italia e richiesta da più parti, secondo un percorso preciso che prevede una sorta di moratoria per chi può dimostrare di lavorare in maniera stabile nel nostro Paese.

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