La Suprema Corte di Cassazione ha profilato il caso particolare di stalking, denominato “Stalking condominiale”, con sentenza n. 20895 del 25 maggio 2015: ora si è dato il primo seguito con la sentenza del Tribunale di Genova.
Nel caso di specie, una giovane coppia, a seguito di una lite per l’utilizzo del giardino comune, ha dovuto subire continui e sistematici atti persecutori da un’altra coppia di condomini, in questo caso una pensionata e il figlio.

Gli atti erano di vario genere, dai rumori molesti di notte, passando per gli insulti e le minacce. I coniugi vessati, però, hanno deciso di denunciare i vicini “molesti” a seguito delle minacce nei confronti del loro figlio neonato.
“Ve lo ammazziamo”: questa la minaccia più grave apportata ai due coniugi, i quali non hanno voluto più sottacere i comportamenti dei vicini e hanno deciso, infine, di denunciare i loro atti.
Il Tribunale di Genova ha riconosciuto il “perdurante stato di angoscia e paura” subito dalla coppia, condannando vicini molesti a 4 mesi di reclusione. Il legale delle vittime ha spiegato come tale sentenza aprirà a diverse tipologie di stalking, non solo quello cui siamo portati a pensare (mariti, ex mariti o fidanzati gelosi) uscendo dal seminato del reato sentimentale.

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