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Nuova legge sui ricongiungimento familiari 2025

avvocato Angelo Massaro 0 2.8 K

Come cambia il DL Flussi e il ricongiungimento familiare 2025

Cambia la disciplina del ricongiungimento familiare nel Decreto Flussi che regola i flussi migratori. Le modifiche renderanno meno semplice per gli immigrati chiedere il ricongiungimento familiare per i loro parenti. Il nuovo testo di legge, così come approvato dalla Commissione, modifica (allungandolo) da uno a due anni il tempo minimo di residenza necessario per richiedere il ricongiungimento familiare.

Quindi gli stranieri dovranno risiedere almeno due anni in Italia per poter optare per questa misura.

Inoltre, la novità è che, per concedere il ricongiungimento familiare, sarà prima necessario verificare il numero degli occupanti e anche l’idoneità delle condizioni igieniche e sanitarie dell’alloggio familiare. 

Il disegno di legge, conversione di un decreto governativo, passa alla Camera e poi al Senato. Teoricamente, non ci si aspettano altre modifiche al testo.

Nuove restrizioni al Decreto Flussi: ostacoli al ricongiungimento familiare per gli immigrati 

Un emendamento della Lega modifica le regole: più tempo per ottenere il ricongiungimento e nuovi requisiti sugli alloggi.

Le regole per il ricongiungimento familiare degli immigrati subiscono un drastico cambio di rotta. Un emendamento al Decreto Legge Flussi, avanzato dalla Lega e approvato in commissione, introduce nuove restrizioni che rendono più complesso per gli immigrati portare i propri familiari in Italia. 

Le principali novità della nuova legge sui ricongiungimenti familiari

Tra le modifiche più rilevanti c’è l’estensione del periodo minimo di residenza necessario per richiedere il ricongiungimento familiare, che passa da uno a due anni. Inoltre, prima che il ricongiungimento possa essere concesso, saranno obbligatorie verifiche dettagliate sul numero di persone già presenti nell’abitazione e sulle condizioni igienico-sanitarie dell’alloggio destinato alla famiglia. 

Queste nuove disposizioni sono incluse nel disegno di legge per la conversione del decreto, che attualmente è in attesa di essere discusso nell’aula della Camera, per poi approdare in Senato. Tuttavia, non si prevedono ulteriori modifiche al testo, il che lascia intuire un percorso legislativo relativamente rapido. 

La posizione della Lega e le motivazioni 

La Lega rivendica con forza l’introduzione di queste misure. Anna Maria Cisint, europarlamentare del Carroccio, ha avuto un ruolo chiave nella loro formulazione. Già in passato, come sindaca di Monfalcone, aveva chiesto interventi ancora più rigidi, proponendo criteri restrittivi anche sul reddito necessario per ottenere il ricongiungimento. 

Secondo Cisint, le nuove regole rappresentano un passo avanti nella gestione di un fenomeno che “mette sotto pressione i territori”. Le fa eco Marco Dreosto, segretario regionale della Lega, che descrive la situazione precedente come “insostenibile”. 

Le critiche delle opposizioni su una riforma delle famiglie straniere in Italia e l’integrazione

Le nuove disposizioni hanno scatenato forti reazioni da parte delle opposizioni. Parlamentari di Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, +Europa e Partito Democratico hanno espresso contrarietà, sottolineando come il ricongiungimento familiare sia uno strumento fondamentale per favorire una reale integrazione degli immigrati. 

A livello locale, il consigliere regionale PD Diego Moretti ha richiamato il ricordo degli emigrati italiani negli anni ’50, sottolineando come il ricongiungimento familiare fosse considerato all’epoca il modo più serio per mantenere unita la comunità e garantire stabilità. 

Anche Enrico Bullian, rappresentante del Patto per l’Autonomia, ha manifestato perplessità. A suo avviso, il sovraffollamento degli alloggi, indicato come uno dei problemi principali dal nuovo emendamento, è un tema reale, ma che richiede soluzioni diverse.

Secondo Bullian, sarebbe più opportuno intervenire sulle condizioni salariali nelle filiere di appalto e subappalto, come quelle legate a Fincantieri, piuttosto che imporre ulteriori vincoli alle famiglie immigrate. 

Quali prospettive ci attendono sulla riunione dei familiari stranieri

Le nuove restrizioni introdotte al Decreto Flussi sono destinate a segnare un punto di rottura col passato nelle politiche migratorie italiane, rendendo più complesso per molti immigrati costruire una stabilità familiare nel Paese.

Mentre i sostenitori del provvedimento lo descrivono come necessario per preservare l’equilibrio dei territori, i detrattori temono che possa amplificare le difficoltà di integrazione e alimentare ulteriori tensioni sociali. 

Con il dibattito che si sposta ora alle aule parlamentari, sarà interessante osservare come evolverà la discussione su una tematica tanto delicata e divisiva.

Modifiche all’articolo 28 testo unico immigrazione, due anni in Italia

Art. 12-bis.
(Modifica all’articolo 28 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di ricongiungimento familiare)

  1. All’articolo 28 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norma sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:

   a) al comma 1, le parole: «per asilo, per» sono sostituite dalle seguenti: «in conseguenza del riconoscimento della protezione internazionale o per»;

   b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

   «1-bis. Gli stranieri di cui al comma 1, ad esclusione dei titolari di permesso di soggiorno conseguente al riconoscimento della protezione internazionale, devono avere maturato, al momento della richiesta di ricongiungimento per i familiari di cui all’articolo 29, comma 1, lettera a), c) e d), un periodo ininterrotto di soggiorno legale di almeno due anni nel territorio nazionale».
   2. Restano ferme le deroghe previste dal citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998 e dalla normativa dell’Unione europea.

Modifiche all’articolo 29 testo unico immigrazione, numero di occupanti effettivi

Art. 12-bis.
(Modifica all’articolo 29 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di ricongiungimento familiare)

  1. All’articolo 29, comma 3, lettera a), primo periodo, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, previa verifica del numero degli occupanti dell’alloggio e degli altri requisiti previsti dal decreto del Ministro della sanità 5 luglio 1975, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 luglio 1975».

Sintesi ricongiungimento familiare a cura dello Studio Legale

avvocati studio legale Imperia Sanremo
Studio legale in Imperia, via Giorgio Des Geneys 8

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