La riforma dell’immigrazione in Francia
Immigrazione, Macron promulga la legge bocciata dalla Corte Costituzionale
Nonostante la sonora bocciatura di giovedì scorso da parte della Corte Costituzionale francese, che era chiamata a pronunciarsi sulla legittimità, il presidente francese Emmanuel Macron ha promulgato la legge sull’immigrazione che sta facendo molto discutere al di là delle Alpi.
Alcuni passaggi di questa legge, infatti, hanno scatenato un forte dibattito in Francia. In particolare, tra i punti più contestati c’è la riduzione dell’accesso ai sussidi per le persone migranti ma anche la creazione di quote di immigrazione annuali.
Non è tutto, perché la legge sull’immigrazione appena promulgata da Macron introduce anche altri punti molto controversi. Su tutti il ripristino del reato di “soggiorno illegale” e un percorso sempre più difficile per ottenere la cittadinanza francese per coloro che sono nati in Francia da genitori stranieri.
Come accennato, la bocciatura della Corte Costituzionale è stata molto ampia: ben 35 degli 86 articoli della nuova legge sono stati respinti e tre di questi sono stati anche considerati incostituzionali.
Proprio una delle modifiche più importanti, vale a dire la possibilità che il Parlamento stabilisca ogni anno la quota di persone che possono entrare legalmente in Francia, è tra gli articoli che la Corte ha bollato come incostituzionali.
In più fa molto discutere l’indebolimento dello ius soli: la legge stabilisce infatti che una persona nata in Francia da cittadini stranieri può ottenere la cittadinanza francese solo facendone richiesta fra i 16 e i 18 anni.
Per quanto riguarda invece gli altri 32 articoli che hanno ricevuto comunque una sonora bocciatura, si tratta di “cavaliers legislatifs”, vale a dire “cavalieri legislativi”, una dicitura che sta a indicare quando si è in presenza di clausole troppo slegate dal resto della legge per essere incluse nel testo.
Pertanto la Corte chiarisce che queste misure non possono essere introdotte nella legge sull’immigrazione, ma in futuro potranno essere incluse in un’altra legge.
Gli articoli respinti dalla Corte Costituzionale sono quelli su cui ha fatto molta pressione la destra francese. Non a caso questa legge, presentata dal ministro dell’Interno di centrodestra Gerald Darmanin, era stata inizialmente respinta dal Parlamento. L’approvazione è arrivata solo dopo le concessioni del governo francese alle forze politiche di destra in cambio dei loro voti.
I Republicains, una volta resa nota la decisione della Corte Costituzionale, hanno subito preso di mira i giudici, utilizzando anche termini come “colpo di stato” e “colpo di mano democratico”.
Tra gli articoli bocciati dalla Corte ci sono anche le misure che restringevano l’accesso alla previdenza sociale, così come quelli che rendevano molto più difficoltosi i ricongiungimenti familiari. Anche la difficoltà per l’ottenimento dei permessi di soggiorno per gli studenti è un passaggio che i giudici hanno bocciato.
Domenica scorsa in tantissimi sono scesi in piazza in molte città della Francia per esprimere il proprio dissenso nei confronti di questa legge. I manifestanti – tra Parigi e le altre città si sono svolte circa 160 iniziative per un totale di 150.000 partecipanti secondo organizzatori e sindacati – hanno chiesto di bloccare l’entrata in vigore della riforma. Secondo i più critici si tratta di una delle svolte più regressive di sempre per la Francia e una “vittoria ideologica dell’estrema destra”.
I principali punti della riforma sull’immigrazione Loi Darmanin
Di seguito, quelli che sono i principali punti toccati dalla riforma dell’immigrazione francese:
• una formale distinzione fra gli stranieri che lavorano (che sono ‘in situazione di lavoro’) e quelli che non lo sono. In particolare, gli stranieri che non lavorano possono subire delle restrizioni rispetto alla possibilità di chiedere i contributi sociali. Gli stranieri che non lavorano devono aspettare almeno cinque anni prima di accedere agli assegni familiari: 30 mesi, invece, è il termine per gli stranieri che lavorano. Lo stesso riguarda l’APL ovvero l’aiuto all’abitazione, che richiede termini di residenza più lunghi per gli stranieri disoccupati. Non valgono queste restrizioni per gli strumenti, chi ha permesso di soggiorno e i rifugiati.
• Possibilità di revoca della cittadinanza. Prevista la possibilità di revoca della cittadinanza, solo per i francesi che ne hanno una seconda, in caso di condanna per omicidio doloso contro funzionari amministrativi, poliziotti, giudici militari ed altre persone con posizione di pubblica autorità.
• Istituzione delle quote migratorie. La Francia è un Paese che ha conosciuto una massiccia immigrazione e quindi la normativa in questione introduce anche le quote migratorie (quote massime di stranieri ammesse nella Nazione), esclusi i rifugiati. Il numero in questione va istituito dal Parlamento.
• Termini di regolarizzazione particolari. Cambiano anche i termini di regolarizzazione, in quanto i prefetti possono regolarizzare i lavoratori senza documenti con un certo margine di discrezionalità, in particolare con riguardo ai lavoratori che sono competenti in settori con richiesta di manodopera più ampia. In questi casi i prefetti possono decidere di concedere i documenti (permesso di soggiorno di un anno) se il richiedente rispetta determinati requisiti ovvero se risiede in Francia da almeno tre anni e lavora retribuito da almeno 12 mesi negli ultimi 24.
• Deposito studentesco. Gli studenti stranieri, nella maggioranza dei casi, dovranno versare una cauzione assieme alla richiesta del permesso di soggiorno per studio, per coprire eventuali spese di trasloco.
• Modifica della normativa sul ricongiungimento familiare, per cui i richiedenti questa misura devono risiedere in Francia per almeno 24 mesi e dimostrare di avere risorse economiche ed una assicurazione sanitaria stabile, e regolare e sufficiente, e il coniuge deve avere almeno 21 anni (non 18).
• Assistenza sanitaria. La procedura di rilascio del permesso di soggiorno per cittadini stranieri malati è concessa solo se non esiste un trattamento adeguato nel Paese di origine.
• Limitazione dello ius soli. La possibilità di diventare cittadini francesi semplicemente nascendo in Francia è limitata: coloro che nascono in Francia da genitori stranieri non diventano automaticamente francesi ma possono chiedere la cittadinanza fra i 16 ed i 18 anni, tranne il caso in cui siano stati condannati.
• Ripristinato il reato di soggiorno illegale, che comunque non prevede la reclusione ma una multa.
• Divieto di condurre i minori stranieri nei centri di detenzione amministrativa (Centri di attesa di espulsione).
La nuova legge sull’immigrazione francese
La nuova legge sull’immigrazione francese è stata pubblicata l’8 marzo 2016 nella Gazzetta ufficiale, la LOI n° 2016-274 du 7 mars 2016 relative au droit des étrangers en France. Questa legge sul diritto degli stranieri in Francia, in cantiere da quasi due anni, è passata sotto il silenzio assoluto dei media, la stampa, il mondo politico francese.
Nella votazione finale della LOI n° 2016-274 all’Assemblea nazionale, la Camera era praticamente vuota : un membro dell’opposizione (repubblicani) per dieci socialisti, mentre i due deputati di estrema destra erano assenti.
La legge del 7 marzo 2016 sul diritto degli stranieri in Francia prevede la creazione di titoli di soggiorno pluriennali. I decreti di attuazione saranno pubblicati dal 1 ° novembre 2016, al più tardi.
Ora questo testo fondamentale rivoluziona i diritti degli stranieri nel territorio d’oltralpe.
Contrasto Immigrazione clandestina e decisioni sull’allontanamento
L’articolo 33 della Legge in tema di immigrazione clandestina stabilisce che “Lo straniero può chiedere al presidente del Tribunale amministrativo francese l’annullamento dell’obbligo di lasciare il territorio francese” “Il provvedimento di fermo può essere contestata solo davanti al giudice delle libertà e della detenzione entro quarantotto ore dalla notifica”
L’articolo 33 pertanto rimuove la precedente detenzione amministrativa di cinque giorni durante i quali il Prefetto francese poteva decidere di mantenere un clandestino in detenzione, il tempo di organizzare la sua partenza. Questo passa a 48 ore, una durata insufficienti per organizzare il ritorno di un clandestino nel suo paese.
Secondo al critica in piena crisi migratoria europea, la legge socialista del 8 Marzo 2016 indebolisce lo Stato nella lotta contro l’immigrazione clandestina.
Nuova Carta di Soggiorno pluriennale francese – La carte de séjour pluriannuelle
L’articolo 17 della legge n° 2016-274 crea una carta di soggiorno pluriennale di quattro (ogni due anni) che viene rilasciato “dopo un primo anno di residenza legale“
E esattamente la nuova legge dispone che “dopo un primo anno di residenza legale in Francia, su richiesta dello straniero, viene rilasciato un permesso di soggiorno pluriennale, se :
- Ha partecipato con serietà e assiduità alla formazione prescritta dallo Stato in base al contratto di integrazione concluso in applicazione dell’articolo L. 311-9 e non ha manifestato il rigetto dei valori essenziali della società francese e della Repubblica.
- Se continua a soddisfare le condizioni per il rilascio del permesso di soggiorno temporaneo che ha precedentemente posseduto.
La carta di soggiorno pluriennale (carte de séjour pluriannuelle) ha la stessa menzione del permesso di soggiorno temporaneo che ha precedentemente posseduto.
Nuovo Ius Soli Francese – Droit du sol
Con l’art 59 si amplia l’accesso alla nazionalità francese per Jus Soli, l’introduzione di una grande innovazione che altera in modo significativo la legge nazionalità francese.
Si apre la nazionalità francese a una maggioranza di persone che vivono sul territorio francese ” fin dall’età di sei anni e hanno completato la scuola dell’obbligo in Francia […] quando hanno un fratello o una sorella che hanno acquisito la cittadinanza francese [jus soli] . “
Questa legge crea una nuova forma di acquisizione della nazionalità francese, sul campo del diritto derivato, indiretto, trasmesso da parente di pari livello, che non ha bisogno di essere nato sul territorio francese ma che ha un fratello o una sorella è divenuta essa stessa francese.
Articolo 59 LOI n° 2016-274
Può rivendicare la nazionalità francese mediante dichiarazione fatta all’autorità amministrativa francese ai sensi degli articoli da 26 a 26-5, le persone residenti nel territorio francese dall’età di sei anni e che hanno seguito la scuola dell’obbligo in Francia negli istituti scolastici sotto il controllo Statale, quando hanno un fratello o una sorella che hanno acquisito la cittadinanza francese ai sensi degli articoli 21-7 o 21-11 .
Richiedere un permesso di soggiorno francese
Per una permanenza in Francia superiore a tre mesi è necessario richiedere un permesso di soggiorno (titre de séjour).
A differenza dei visti turistici ad esempio che si chiedono nel consolato del paese di appartenenza, i permessi di soggiorno vengono rilasciati solo in territorio Francese.
La richiesta va fatta personalmente presso la préfecture de Police o sous-préfecture locale nel service des étrangers (ufficio stranieri). Se la prefettura non è vicina al luogo di residenza, si può fare richiesta presso l’ufficio locale del municipio (mairie).

Ciao Segniore/ Signora
Mi chiamo Eva sono arrivata in Francia da un po’ di tempo, come voglio fermarmi in Francia per il motivo di lavorarmi in Francia. Adesso sto cercando di passare il mio carta di soggiorno italiano qua in Francia. Per favore cosa devo fare? È voglio sapere se è una cosa fattibile?
Grazie mille.
Salve
Innanzitutto vi ringrazio in anticipo nel caso mi rispondeste
Vorrei sapere se è possibile che i miei genitori che sono in Francia residenti regolarmente con permesso di soggiorno possano “passarmi” i documenti
io ho un permesso di soggiorno in Italia e ho 25 anni
Se volessi trasferirmi in Francia è possibile che i miei genitori mi facciano ottenere il permesso di soggiorno o no?



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