I cani possono entrare nei supermercati ?

Accesso degli animali nei negozi di alimentari e supermercati

La direttiva europea impone controlli per evitare contaminazioni ma non vieta espressamente l’ingresso agli animali domestici

Il Ministero della Salute aveva già avvisato nei mesi scorsi e ora è passato definitivamente all’azione con una nota ufficiale: in tutti i negozi, tanto quelli al dettaglio quanto la Grande Distribuzione Organizzata dove siano presenti alimenti destinati al consumo, non sono ammessi animali, anche quelli domestici a cominciare dai cani.

La nota è stata inviata in risposta ad una domanda ufficiale avanzata dalla Regione Lombardia e ricorda a tutti quello che è prescritto dal Regolamento Europeo 852/2004: si legge infatti che l’accesso ai cani non è ammesso “presso gli esercizi di vendita al dettaglio, rappresentando una possibile fonte di contaminazione” e fanno eccezione soltanto i cani poliziotto così come i cani guida dei portatori di handicap, perché in entrambi i casi sono considerati in servizio.

Nella risposta del Ministero si specifica ancora più chiaramente che ovunque vengano preparati, trattati o ancora conservati alimenti destinati al pubblico e quindi soggetti a possibile contaminazione, chi opera nel settore alimentare è obbligato a stabilire “quali siano le potenziali condizioni in cui si può verificare contaminazione degli alimenti da parte degli animali presenti nei locali e adottare tutti gli accorgimenti opportuni, formalizzandoli in procedure scritte di autocontrollo”.

Il cane nel carrello della spesa ?

Il divieto d’accesso agli animali viene considerato obbligatorio soltanto se non sia possibile gestire diversamente il rischio contaminazione, prevedendo quindi ad esempio un’area specifica nella quale lasciarli temporaneamente fino a quando la spesa non sia conclusa.

Ecco perché non si tratta di un divieto assoluto all’ingresso, come invece anche alcune catene di supermercato avevano interpretato vietando drasticamente l’ingresso a tutti gli animali, ma la raccomandazione a trovare soluzioni alternative come ad esempio carrelli specificamente destinati ai cani, oppure ancora borse per quelli di piccola taglia in modo da non farli scorrazzare liberamente per le corsie.

Il quesito della Lav al Ministero della Salute

Un chiarimento definitivo, quello del Ministero della Salute, consono anche alle sollecitazioni della Lav che aveva chiesto un chiarimento definitivo per non ingenerare dubbi sia nei negozianti che nel pubblico.

Secondo la Lav infatti quel regolamento europeo (che anche in Italia è applicabile) si riferirebbe solo agli stabilimenti di produzione degli alimenti e non ai locali di vendita nei quali non sono mai risultate contaminazioni provocate dagli animali.

E in Italia il Regolamento di Polizia veterinaria autorizza l’ingresso degli animali domestici, che vanno comunque sempre tenuti sotto controllo, in tutti i luoghi pubblici (negozi  al dettaglio e supermercati compresi) lasciando ai proprietari la facoltà di decidere o meno se permettere l’accesso nei loro locali.

E non è un problema da poco perché in Italia gli ultimi dati ufficiali parlano di almeno 7 milioni di cani domestici e quindi il commercio rischia di giocarsi una bella fetta di clientela.

La posizione della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente

Michela Vittoria Brambilla, ex ministro e oggi deputato ma anche portavoce della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente: “Il libero accesso agli animali nei supermercati – ha commentato – con le opportune procedure di controllo, è confermato, anzi non è mai stato messo in discussione da alcuna nuova normativa o regolamento. L’Italia può e deve continuare a percorrere, insieme a noi, il percorso virtuoso che la porterà ad essere veramente Animal Friendly”

Ricorda che il testo del Ministero non ha la forza di una legge e non può essere utilizzato come pretesto per divieti assurdi, anche se la salute delle persone va tutelata correttamente.

Gli animali quindi non possono accedere là dove si confezionano gli alimenti e nemmeno nei magazzini, ma non esiste rischio di contaminare alimenti già preparati e confezionati.

Di recente la Federazione Italiana Associazioni diritti animali e Ambiente ha firmato protocolli d’intesa con diversi operatori commerciali per garantire libertà d’accesso ai consumatori con animali al seguito.

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