Infortunio della collaboratrice domestica sul posto di lavoro, come procedere se non è in regola
Cosa accade se durante l’orario di lavoro e nello svolgimento delle sue mansioni la colf/badante si fa male? Quali sono i suoi diritti? Il datore è tenuto a risarcirla? Vediamolo insieme.
In Italia, quando si parla di lavoro, ci sono delle regole importanti che proteggono i lavoratori. Una di queste regole dice che il datore di lavoro è responsabile se un dipendente si fa male durante il lavoro.
Questo significa che se si verifica un infortunio mentre si stanno facendo le mansioni lavorative, è il datore di lavoro che deve rispondere per quel che è successo.
In particolare, se la colf lavora a nero, cioè in modo informale e senza contratto e si fa male mentre lavora, sarà il datore a doverle pagare per i danni che ha subito.
L’ordinanza n. 25217/2023 della Suprema Corte
La Corte di Cassazione ha precisato cosa accade se una colf si infortuna mentre sta svolgendo mansioni di lavoro, traendo spunto da quanto è accaduto quando una donna addetta alle pulizie è caduta da una scala.
La Cassazione, attraverso l’ordinanza numero 25217 del 2023, ha anche spiegato come vengono suddivise le responsabilità: chi deve dimostrare di aver preso adeguate precauzioni per la sicurezza? Vediamolo nel dettaglio.
Cosa è accaduto
Sostanzialmente la vicenda riguarda una donna impiegata come colf che nel cambio delle tende è caduta in quanto non vi era nessuno a mantenere la scala mentre cambiava le tende mentre altre volte c’era il datore di lavoro a mantenerla.
Secondo la Cassazione, se si dimostra che c’era un rapporto di lavoro, che si è verificato un infortunio e che c’è una relazione diretta tra il tipo di lavoro eseguito e l’incidente, allora è compito del datore di lavoro dimostrare di avere preso tutte le precauzioni necessarie per evitare l’incidente.
In breve, quando una colf non viene regolarmente segnalata ai uffici del lavoro e quindi lavora a nero, ogni responsabilità legata agli incidenti sul lavoro diventa a carico del datore di lavoro.
Attenzione però in quanto anche in caso di regolare assunzione, il datore di lavoro potrebbe comunque essere ritenuto responsabile per eventuali incidenti se non adotta tutte le precauzioni necessarie per garantire che il luogo di lavoro sia sicuro e sano per il lavoratore. In tal caso, l’INAIL può chiedere al datore di lavoro di rimborsare i soldi che ha dovuto pagare come risarcimento alla colf ferita.
L’onere della prova
Secondo questo orientamento della Corte di Cassazione, se una persona si fa male mentre lavora, chi l’ha assunta deve dimostrare di aver preso le precauzioni necessarie per evitare l’incidente.
Nel caso specifico della donna delle pulizie, il suo datore di lavoro avrebbe dovuto assicurarsi che non facesse lavori pericolosi quando lui non era lì, e che le avesse dato una scala sicura da usare. Se la scala fosse stata vecchia o pericolosa, il datore di lavoro potrebbe essere ritenuto responsabile e dovrebbe rimborsare i soldi che l’INAIL ha dovuto pagare alla donna per il danno subito.


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