Nuova legge cittadinanza: l’Italia riconosce ius soli e ius culturae

Nuova legge cittadinanza: l’Italia riconosce ius soli e ius culturae

La riforma della cittadinanza ha ottenuto oggi il primo sí, alla Camera dei Deputati: qualora il Senato della Repubblica dovesse approvare il testo licenziato alla Camera, affianco allo ius sanguinis e allo ius matrimonii, verrà riconosciuto lo ius culturae e lo ius soli temperato.

Cosa significa tutto questo? Cosa cambia davvero con la nuova legge sulla cittadinanza?

Ebbene, la normativa attuale, dettata dalla legge n. 91 del 1992, votata quando in Italia nascevano da genitori stranieri solo 5 mila 750 bambini, quasi l’1 per cento delle nascite totali, è una delle più severe, tra i vari Paesi europei, per l’acquisizione della cittadinanza. Fino ad oggi lo Stato italiano ha riconosciuto il diritto alla cittadinanza, ovvero l’obbligo per lo Stato di riconoscere una persona quale cittadino italiano:

  • nel caso di nascita da un cittadino italiano, indistintamente dal fatto sia questi il padre o la madre

  • nel caso di matrimonio con un cittadino italiano, seppur dopo un dato periodo di convivenza la cui durata varia a seconda che si risieda in Italia o all’estero, e a seconda vi siano figli o meno.

La nuova normativa che si accinge a diventare definitivamente Legge, vuole adeguare l’ordinamento giuridico italiano al nuovo contesto italiano, europeo ed internazionale: in particolare il nuovo testo si concentra sulla questione fondamentale dell’acquisizione della cittadinanza da parte di minori che hanno intrapreso un progetto di vita in Italia.

sentenza UE giustizia permessi di soggiorno

Jus Soli e UE

Si tratta di quei minori che sono nati in Italia, da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno europeo per soggiornanti di lungo periodo – ius soli temperato – e di quei minori stranieri nati in Italia o arrivati in Italia entro il compimento del dodicesimo anno di età che abbiano frequentato per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli scolastici – ius culturae.

Va precisato, a scanso di equivoci, che per ottenere il permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo significa:

  • possedere la titolarità da almeno cinque anni di un permesso di soggiorno in corso di validità;

  • possedere un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;

  • possedere un alloggio che risponda a requisiti di idoneità previsti dalla legge;

  • superare un test della conoscenza della lingua italiana.

È proprio per la presenza di tali condizioni che si definisce “temperato” lo ius soli che così viene introdotto nel nostro ordinamento giuridico: non diventerà cittadino italiano qualunque minore straniero nato in Italia, ma solamente i figli di quei cittadini stranieri che vivono in Italia da più di 5 anni, in modo regolare, lavorando, come qualsiasi altro cittadino italiano.

Per quanto riguarda lo ius culturae, invece, ovvero l’acquisto della cittadinanza a seguito di un percorso scolastico, va specificato che la frequentazione del corso scolastico deve essere stata regolare e che il ciclo delle scuole primarie si deve concludere in modo positivo. In un certo qual modo ius culturae, inoltre, rende giustizia a quei minori che, con l’introduzione del solo ius soli temperato sarebbero rimasti esclusi dalla possibilità di acquistare automaticamente la cittadinanza italiana, perché non nati in Italia.

Tutto quanto visto finora era possibile anche con la normativa attuale: non va dimenticato come la legge n. 91 del 1992 preveda una procedura semplificata per acquisire la cittadinanza da parte di figli di stranieri nati in Italia ma mentre la legge 91/92 stabilisce che la concessione della cittadinanza è una potestà dello Stato – quindi un interesse legittimo per lo straniero –, la normativa oggi licenziata alla Camera istituisce il diritto alla cittadinanza per le categorie di stranieri che abbiamo già elencato. Trattandosi di un diritto soggettivo, dunque, non vi sarà più quel margine di discrezionalità che lo Stato italiano si riservava nel concedere o non concedere la cittadinanza.

Non solo, tutto questo si tradurrà, molto probabilmente, in una velocizzazione dei tempi per la concessione della cittadinanza oltre al fatto che, mentre con la legge attuale il minore straniero deve attendere il compimento dei 18 anni per ottenere la cittadinanza, con la nuova normativa la otterrà immediatamente.

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Una risposta

  1. ottobre 30, 2015

    […] principio fondamentale resta quello dello ‘ius soli’ accanto all’introduzione di una fattispecie di acquisto della cittadinanza in seguito a un […]

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