Decreto Flussi: procedura e verifica di indisponibilità dei lavoratori
Il Decreto Flussi è uno strumento che gestisce la mole di lavoratori stranieri che entra in Italia. Ogni anno viene emanato allo scopo di gestire la legalità del lavoro tra gli immigrati, scongiurando ogni tipo di sfruttamento.
Tra le condizioni previste per l’assunzione di un lavoratore straniero c’è la verifica preliminare dell’indisponibilità di lavoratori già presenti in Italia per ricoprire la posizione richiesta. Anche detta Labour Market Test, questa verifica è obbligatoria e viene svolta attraverso il Centro per l’Impiego (CPI). Scopriamo più nel dettaglio le fasi della procedura e le condizioni per il suo completamento.
La procedura di verifica presso il centro per l’impiego
Per l’assunzione di un lavoratore straniero secondo il Decreto Flussi, il datore di lavoro deve come prima cosa eseguire una verifica dell’indisponibilità attraverso il Centro per l’Impiego. L’iter prevede l’invio di un modulo ad hoc, predisposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al CPI competente, che include alcune informazioni dettagliate.
Tra queste troviamo le informazioni anagrafiche e aziendali del richiedente, la descrizione della posizione da ricoprire, con riferimento alla classificazione ISTAT delle unità professionali e le competenze e qualifiche necessarie per il ruolo. Sono altresì presenti nel modulo luogo e orario di lavoro, tipologia e durata del contratto e retribuzione prevista.
Dopo aver ricevuto il modulo, il CPI pubblicizza l’offerta di lavoro per favorire la candidatura di lavoratori già presenti sul territorio nazionale.
Il modello da utilizzare nel 2025: ALL. 1 Modulo richiesta personale_2023-2025
Per l’anno in corso è stato predisposto un apposito modello che tiene conto delle modifiche normative, è possibile scaricare da link sottostante
Ai sensi dell’articolo 22 comma 2-bis del d.lgs. 286/1998 (Testo Unico per l’Immigrazione), introdotto dall’art. 1 comma 1 lett. e) del DL 145/2024, la verifica di indisponibilità di lavoratori presenti sul territorio nazionale si intende esperita con esito negativo se il centro per l’impiego non comunica la disponibilità di lavoratori presenti sul territorio nazionale entro otto giorni dalla richiesta del datore di lavoro interessato all’assunzione di lavoratori stranieri residenti all’estero.
Cosa accade in caso di esito negativo?
La verifica dell’indisponibilità dei lavoratori italiani o residenti in Italia si considera negativa, e quindi soddisfatta, in alcune specifiche circostanze che autorizzano il datore di lavoro a procedere con l’assunzione di un lavoratore straniero. Questi casi includono:
- Mancanza di candidature idonee entro otto giorni: Se, entro otto giorni dalla ricezione della domanda da parte del CPI, non sono pervenute candidature compatibili con i requisiti specificati dal datore di lavoro, la verifica si considera negativa.
- Inidoneità del candidato proposto: Qualora il CPI segnali un candidato, ma il datore di lavoro ritenga che il profilo non corrisponda alle esigenze indicate, la verifica viene considerata negativa.
- Assenza ingiustificata al colloquio: Se il candidato indicato dal CPI non si presenta al colloquio di selezione senza giustificato motivo, trascorsi venti giorni lavorativi dalla richiesta del datore di lavoro, si considera che non ci sia disponibilità adeguata.
In ciascuno di questi casi, il datore di lavoro deve autocertificare l’esito negativo della ricerca e allegare questa documentazione alla domanda di nulla osta al lavoro, per dimostrare di aver seguito la procedura corretta.
Esenzioni dall’obbligo di verifica dell’indisponibilità
In alcune circostanze, la normativa prevede esenzioni dall’obbligo di verifica dell’indisponibilità presso i CPI. Queste eccezioni si applicano in particolare per lavoratori stagionali e lavoratori formati all’estero.
Nel primo caso, si precisa che gli impieghi stagionali, tipicamente nel settore agricolo o turistico, non richiedono la verifica preventiva dell’indisponibilità. Nel secondo caso sono interessati coloro hanno seguito programmi formativi promossi in collaborazione con il Ministero del Lavoro, come previsto dall’art. 23 del D.lgs. 286/98, sono esenti dal Labour Market Test.
Verifica per il settore del lavoro domestico
Per quel che concerne il lavoro domestico, è necessaria la verifica di indisponibilità presso il Centro per l’Impiego al contrario dei lavoratori stagionali. Il datore di lavoro ha l’obbligo di provare l’assenza di altri candidati disponibili in Italia prima di procedere con l’assunzione di un lavoratore straniero.
Tale regola vale altresì per le figure di assistenza domiciliare, come colf e badanti, riflettendo la specificità di questo settore.
Doppia verifica per le domande già presentate
In merito alle domande di nulla osta già presentate e respinte per mancanza di quote, arriva un importante aggiornamento a seguito della recente circolare interministeriale del 24 ottobre 2024.
Rispetto a quella del 29 febbraio 2024, che consentiva di evitare il passaggio al CPI per domande identiche presentate nel corso dello stesso anno, la nuova circolare ha escluso una simile esenzione. Pertanto, anche per le domande respinte in passato, i datori di lavoro sono tenuti a ripetere la procedura di verifica dell’indisponibilità presso il Centro per l’Impiego.
Tale mutamento del comparto normativo implica che il datore di lavoro dovrà attendere l’esito della nuova verifica anche per posizioni già confermate in precedenza, in considerazione del tempo trascorso e delle potenziali variazioni nel mercato del lavoro locale.
Insomma, è possibile concludere dicendo che i datori di lavoro devono ricordare che il mancato rispetto delle procedure può comportare la non accettazione della domanda di nulla osta. È quindi consigliabile preparare con cura la documentazione richiesta, rispettare i termini previsti e mantenersi aggiornati su eventuali cambiamenti normativi o amministrativi, per evitare ritardi o problematiche burocratiche.
Vediamo in questo articolo come compilare la pratica flussi nelle fase di precompilazione delle domande, che abbi
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