Cittadinanza italiana Ius scholae

Ius Scholae: cos’è, come funziona, chi lo vuole e chi è contrario

Tra gli argomenti affrontati durante la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 25 settembre c’è anche lo Ius Scholae, ovvero la proposta che ha come obiettivo la riforma della legge sulla cittadinanza italiana.

Nelle scorse settimane il provvedimento è arrivato alla Camera, ma si trova ora in fase di stallo proprio in seguito alla fine dell’esperienza del governo Draghi e alle imminenti elezioni.

Ad oggi il 10,3% degli iscritti nelle scuole italiane sono bambini senza cittadinanza, nati in Italia da genitori stranieri e per questo impossibilitati ad avere accesso alla cittadinanza italiana fino al compimento dei 18 anni di età.

Con lo Ius Scholae si andrebbe proprio a riformare questo aspetto, garantendo la cittadinanza italiana ai giovani con background migratorio che sono nati in Italia o che sono giunti nel nostro Paese prima del compimento dei 12 anni di età; il requisito richiesto è che risiedano legalmente e che abbiano regolarmente frequentato almeno 5 anni di studio nel nostro Paese in uno o più cicli scolastici.

Inoltre, con lo Ius Scholae si va anche a prevedere la certificazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dei requisiti essenziali che i percorsi di istruzione e formazione professionale devono possedere per essere considerati idonei per l’acquisizione della cittadinanza.

Lo Ius Scholae prevede che la domanda venga presentata prima del compimento dei 18 anni della persona interessata: può essere inoltrata al Comune di residenza da almeno un genitore legalmente residente in Italia o da chi esercita la capacità genitoriale. Senza questa dichiarazione, gli interessati dovranno fare richiesta all’ufficiale dello Stato Civile prima del compimento del ventesimo compleanno.

Ius Scholae: cosa prevede la legge attuale

Ma qual è la situazione oggi in Italia? Cosa prevede la legge sulla cittadinanza?

Attualmente in Italia vige lo Ius Sanguinis, che risale al 1992 e stabilisce che può ottenere la cittadinanza italiana alla nascita chi nasce da almeno un genitore italiano: la cittadinanza è garantita anche ai figli trovati abbandonati sul territorio italiano.

Per i minorenni di origine straniera, invece, bisogna attendere i 18 anni di età, a patto che si sia risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia da 0 a 18 anni. Una legge, quella attuale, che non fa che creare enormi disuguaglianze tra bambini che sono nati in Italia e frequentano da sempre le stesse scuole dei loro compagni italiani, ma non possono godere degli stessi diritti.

In questi casi è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato esperto di cittadinanza italiana.

Ius Scholae e la politica: favorevoli e contrari

Lo Ius Scholae è una proposta di legge presentata da Giuseppe Brescia (Movimento 5 Stelle), presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e relatore del provvedimento.

I pentastellati sostengono convintamente il provvedimento, così come il Partito Democratico, che da anni porta avanti una battaglia per arrivare ad una riforma della legge sulla cittadinanza.

Tra le altre forze politiche favorevoli allo Ius Scholae c’è anche Italia Viva, mentre Forza Italia non riesce ad esprimersi con chiarezza: in un primo momento sembrava che il partito guidato da Silvio Berlusconi fosse favorevole, ma alcuni pezzi di FI hanno chiesto delle modifiche al testo.

Se ne riparlerà dopo il voto del 25 settembre, ma cosa accadrà se vinceranno i contrari?

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