Lettera di licenziamento per la badante

Scrivere la lettera di licenziamento per la badante

L’ordinamento italiano consente, per i collaboratori domestici e per le badanti, il cosiddetto licenziamento ad nutum. Si tratta quindi della possibilità per il datore di lavoro di licenziare il badante o la badante senza dover indicare il motivo stesso.

Se quindi avete assunto un collaboratore domestico o una badante, ad esempio per badare ad un vostro parente anziano e per aiutarlo nelle attività quotidiane, avete la possibilità di procedere al licenziamento senza essere obbligati, come avviene per altri rapporti di lavoro, a indicare la precisa motivazione che ha portato al termine del rapporto di lavoro.

In altre parole, mentre per la maggioranza dei rapporti di lavoro il licenziamento richiede la presenza di cause specifiche, e quindi l’ordinamento è orientato ad una forte protezione del lavoratore, per il lavoro domestico rimane invece una maggiore libertà per il datore di lavoro nel gestire il licenziamento.

Ma come si scrive una lettera di licenziamento per la badante?

In altre parole, in che modo si procede per licenziare una badante?

Come scrivere una lettera di licenziamento

Una lettera di licenziamento della badante può essere scritta in carta libera, senza particolari formalità. È possibile fare riferimento a dei fac-simile che facilmente si trovano in rete, che possono aiutare nella compilazione della corretta lettera di licenziamento della badante.

Importante che la lettera faccia riferimento alla data di decorso del rapporto di lavoro, al fatto che il licenziamento abbia effetto immediato oppure a partire da una certa data calcolata sulla base del preavviso, e che nel primo caso sia chiarito che viene corrisposta l’indennità di mancato preavviso.

Termine di preavviso: cosa bisogna sapere

Come abbiamo visto, la disciplina del licenziamento per giusta causa o giustificato motivo non si applica al lavoro domestico. Di conseguenza, il datore di lavoro può licenziare la badante senza bisogno di motivare o di specificare i motivi per cui procede al recesso unilaterale dea rapporto di lavoro.

Tuttavia, questo non significa che nell’ambito del lavoro domestico non esista alcun tipo di tutela per la badante. In particolare, il datore di lavoro è obbligato a rispettare un preavviso di licenziamento come del resto è previsto all’interno del contratto di lavoro collettivo del lavoro domestico.

Il CCNL lavoro domestico prevede i seguenti termini di preavviso dal licenziamento da rispettare:

  • per rapporti di lavoro di non meno di 25 ore a settimana, bisogna dare un preavviso di 15 giorni di calendario per i lavoratori fino a cinque anni di anzianità, e di 30 giorni di calendario per i lavoratori con più di cinque anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro.
  • Per i rapporti di lavoro di meno di 25 ore a settimana, bisogna dare un preavviso di otto giorni di calendario per lavoratori fino a due anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro; di 15 giorni di calendario per lavoratori con più di due anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro.

Esiste anche un ulteriore norma a particolare tutela delle badanti in maternità; i termini appena indicati vanno raddoppiati se il datore di lavoro vuole licenziare la badante prima del 31º giorno che segue il termine del congedo di maternità.

Dove invece il licenziamento avvenga in tronco, senza preavviso, il datore di lavoro deve predisporre l’indennità di mancato preavviso che è pari alla retribuzione che sarebbe stata dovuta per il periodo di preavviso.

Guida a cura dello Studio Legale

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