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Permessi retribuiti per portare il cane o il gatto dal veterinario

avvocato Angelo Massaro 631

Permessi retribuiti per assistere l’animale domestico: cosa dice la legge

Un recente caso giuridico in Italia stabilisce che prendersi cura di un animale in condizioni di necessità può essere considerato un grave motivo personale, aprendo la strada a permessi retribuiti per i lavoratori.

Permessi per “gravi motivi personali o familiari”

La possibilità di ottenere un permesso retribuito per accudire il proprio cane o gatto in situazioni di emergenza è un tema sempre più attuale. Sebbene i contratti di lavoro, sia pubblici che privati, prevedano permessi per “gravi motivi personali o familiari”, come malattie di familiari o celebrazioni, una sentenza della Corte di Cassazione ha recentemente ampliato questa definizione, includendo anche l’assistenza agli animali domestici.

Un caso che fa giurisprudenza 

Il punto di svolta è stato rappresentato da una sentenza del 2018. Una dipendente universitaria aveva richiesto un permesso per accudire il proprio cane dopo un intervento veterinario urgente. Poiché non vi erano alternative per il trasporto o l’assistenza, il rifiuto iniziale del datore di lavoro è stato ribaltato dalla Corte, che ha considerato il mancato accudimento come possibile reato di abbandono, punito dall’articolo 727 del codice penale.

Secondo i giudici, trascurare un animale in stato di necessità può configurarsi come “abbandono” anche in senso legale, estendendo così i gravi motivi familiari e personali agli animali conviventi.

Quando si può ottenere il permesso retribuito legato alla cura di un animale domestico

Per poter beneficiare di un permesso retribuito legato alla cura di un animale domestico, è necessario rispettare alcune condizioni fondamentali: 

– il bisogno deve essere urgente e non differibile; 

non ci devono essere altre persone disponibili per occuparsi dell’animale; 

– è indispensabile un certificato veterinario che attesti la condizione di necessità.

Questi requisiti sono fondamentali per dimostrare che la situazione richiede un intervento immediato da parte del proprietario.

Il valore di una sentenza della Cassazione 

Anche se le sentenze giurisprudenziali non hanno valore vincolante come una legge, quella della Cassazione ha creato un precedente importante. I lavoratori che si trovano in situazioni simili possono fare riferimento a questa decisione per motivare la richiesta di permessi retribuiti, purché forniscano la documentazione adeguata.

Verso un riconoscimento più ampio 

Questo caso evidenzia un cambiamento culturale nella percezione degli animali domestici, sempre più riconosciuti come parte integrante della famiglia. Mentre l’ordinamento giuridico italiano si sta muovendo verso una maggiore tutela degli animali, questa sentenza rappresenta un segnale importante per i proprietari di animali che affrontano difficoltà nell’equilibrio tra responsabilità lavorative e necessità di cura.

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