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Come diventare pet sitter

avvocato Angelo Massaro 0 89

Lavorare come pet sitter, ecco i passaggi da seguire per farlo in regola

Chi ha detto che fare il pet sitter debba necessariamente essere un impiego saltuario da fare per guadagnare piccole somme di denaro di tanto in tanto? In realtà c’è chi svolge abitualmente questo lavoro, anzi la richiesta di tali figure è sempre più alta. Ma come lavorare come pet sitter in regola? Quali sono i passaggi da seguire? Vediamolo insieme.

Il lavoro di pet sitter, come diventarlo

Quello del pet sitter è un lavoro sempre più richiesto, infatti il numero di animali ed in particolare di cani e gatti, presenti nelle case degli italiani non fa che aumentare, in particolare a partire dal lockdown.

 Prendere un cane o un gatto significa ovviamente assumersi un’importante responsabilità, a maggior ragione nel caso dei cani è bene potersi assicurare che il cane possa uscire più volte durante il giorno o che non resti solo a lungo, sono infatti stati registrati diversi casi di cani che soffrono di sindrome dell’abbandono e sviluppano un forte senso di malessere quando restano soli a casa per molto tempo.

D’altra parte spesso non è possibile trascorrere tutto il tempo con loro e se in famiglia lavorano tutti, allora questo è praticamente impossibile. Come fare? Rivolgendosi ad un pet sitter competente e preparato.

Il pet sitter è una persona che si occupa di gestire gli animali domestici fuori e dentro casa e talvolta anche presso il proprio domicilio. Ci si può rivolgere ad un pet sitter per la classica passeggiata quotidiana, oppure per cambiare e pulire la lettiera dei gatti, oppure alcuni tengono gli animali nella propria abitazione se i padroni devono mancare per qualche giorno. Insomma, un pet sitter si prende cura degli animali quando i proprietari non possono farlo.

In realtà diventare pet sitter è semplice nel senso che non c’è un determinato patentino o abilitazione da conseguire sebbene ci siano dei corsi molto utili finalizzati proprio ad apprendere competenze utili in questo lavoro.

C’è poi da dire che una parte del successo la fa anche la propria naturale propensione, infatti un pet sitter dovrebbe necessariamente avere delle caratteristiche come la pazienza, la flessibilità, un forte senso di responsabilità ed al tempo stesso anche la capacità di imporsi all’animale.

Il pet sitter negli orientamento giurisprudenziali

Sebbene quello del pet sitter possa sembrare un lavoro semplice e senza implicazioni di alcun tipo, in realtà attenzione perché anche questa figura può rispondere civilmente o penalmente del suo lavoro.

Per comprendere meglio quanto detto, è possibile fare riferimento a due orientamenti giurisprudenziali in merito.

Ad esempio, nella sentenza numero 14189/2021, la Corte di Cassazione ha ribadito che chi detiene un cane è tenuto a controllare e custodire l’animale con ogni dovuta cautela al fine di prevenire possibili aggressioni a terzi, anche all’interno della propria abitazione.

Con la sentenza della Cassazione numero 30548/2016, la giurisprudenza ha poi chiarito che quando la responsabilità per la garanzia nei confronti di terzi viene trasferita a una persona diversa dal proprietario del cane, con appunto un dog sitter, tale responsabilità rimane a carico di questa persona solo se essa è ancora in grado di esercitare il controllo effettivo sull’animale altrimenti ricade su chi esercita il controllo in quel momento.

Come lavorare in regola

Infine, come lavorare in qualità di dog sitter in maniera corretta e senza incorrere in sanzioni? Vediamolo insieme.

Il compenso richiesto da un dog sitter varia in base a numerosi fattori come, ad esempio, in base all’esperienza, alla reputazione e alle esigenze del proprietario dell’animale. In genere, si aggira tra gli 8 e i 15 euro all’ora.

Il regime fiscale del dog sitter dipende dalla frequenza e dal volume dell’attività.

Se l’attività è svolta occasionalmente, non è necessario alcun permesso e non sono previsti contributi previdenziali. In questo caso, il massimo reddito annuo consentito cumulativo è di € 5.000.

Se l’attività è svolta in maniera abituale, è necessario iscriversi alla Gestione Separata INPS e versare i relativi contributi previdenziali. Inoltre, è obbligatorio aprire una partita IVA.

Sintesi a cura dello Studio legale

avvocati studio legale Imperia Sanremo

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